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Viterbo - Comune - Intervista al vicesindaco Luisa Ciambella

“Punteremo sui fondi europei”

di Paola Pierdomenico
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Luisa Ciambella

Luisa Ciambella

– “Un’amministrazione efficiente e vicina ai cittadini”.

E’ questa l’impronta che Luisa Ciambella vuole dare alla nuova amministrazione comunale. A pochi giorni dall’incarico che le è stato affidato, il primo vicesindaco donna di Viterbo è già al lavoro. Con cinque anni di opposizione alle spalle, è già in grado di presentare una lista di priorità da mettere in atto.

Su tutte, la vicenda delle Esattorie, ma anche il reperimento dei fondi europei per dare respiro alle casse comunali e non da ultimo la valorizzazione del patrimonio dell’ente.

E’ assessora al Bilancio e patrimonio. Che effetto fa questo incarico?
“E’ stata una grossa soddisfazione che, però, ha coinciso con un battesimo di fuoco – dice Ciambella -. Ancor prima di firmare il decreto di nomina infatti ho preso visione di certe situazioni relative alla mia delega, come quella delle Esattorie. Da subito ho iniziato a lavorare, è un’attività che ti assorbe completamente”.

E’ anche il primo vicesindaco donna di Viterbo.
“Sì, sono il primo vicesindaco di Viterbo dal dopoguerra. Un gesto con il quale il sindaco Michelini ha voluto imprimere un segnale forte all’amministrazione e questo mi inorgoglisce, ma al tempo stesso mi carica di responsabilità e senso di dovere nel rappresentare la mia categoria”.

Quale sarà la sua impronta per i prossimi cinque anni?
“All’insegna dell’efficienza e della velocizzazione dei tempi dell’amministrazione per recuperare tutto quello che c’è da fare e dare risposte immediate. Bisogna cambiare passo e, in questo senso, mi sembra che abbiamo già dato dei segnali positivi, come sui tempi di nomina della giunta e sul modo stesso di affrontare i problemi. Mi riferisco all’arsenico e alla grossa grana delle Esattorie che ci è caduta addosso. Una bomba ad orologeria lasciata in mano a noi un minuto prima che scoppiasse”.

Che situazione eredita dalla precedente amministrazione?
“I comuni vivono un momento di crisi per i tagli sui trasferimenti dello stato. Da quel poco che ho potuto vedere, la situazione è difficile e complessa”.

Ha delle priorità da mettere in atto?
“La priorità, adesso, è risolvere la questione delle Esattorie. Ci stiamo impegnando e non vogliamo creare false illusioni, tenendo conto delle difficoltà di questa spinosa questione che abbiamo ereditato. Dal punto di vista del bilancio, sto cercando di capire le possibilità di manovra che mi sembrano minime. E’ per questo che in giunta discuteremo sulla possibilità di creare un’équipe, anche interna, di dipendenti che si occupi di reperire fondi europei per ogni ambito della macchina amministrativa. La scelta dei fondi europei non è casuale, nel senso che, andando fuori dal patto di stabilità, possono permetterci di dare risposte non vincolate a meccanismi complicati”.

Qual è lo stato del bilancio?
“Ho preso da poco visione della relazione di fine mandato. La situazione è grave e dipende dal patto di stabilità. In settimana, con il sindaco e i nostri due consiglieri regionali di riferimento, incontreremo l’assessore regionale al Bilancio per avanzare delle richieste. Dobbiamo capire come si comporterà con noi la Regione Lazio, perché da questo dipenderà la nostra sopravvivenza finanziaria per i prossimi sei mesi”.

Per quanto riguarda il patrimonio, invece?
“Stiamo predisponendo uno studio per capire come mettere a reddito i beni di proprietà del comune, dandoli per esempio, in affitto agevolato od offrendoli a locazione gratuita alle imprese o alle cooperative di giovani. Servirà a favorire la vivibilità e la vivacità del centro e di conseguenza a rilanciare l’economia. Il patrimonio non deve essere visto solo come una spesa”.

Tra le sue deleghe anche quella alla polizia locale.
“Il pomeriggio stesso della firma del decreto, ho chiamato il comandante dei vigili urbani per fare il punto. Non è una scoperta che siamo sotto organico rispetto alle necessità. Ci sono una sessantina di vigili e voglio capire come sono distribuiti per realizzare un piano organizzativo efficiente”.

E’ possibile tornare al vecchio modello che prevedeva un vigile urbano in ogni piazza?
“In effetti, vedo poca presenza di vigili un giro e inoltre per me non c’è bisogno di girare con la macchina tutto il giorno. Anzi, serve provvedere a un controllo, anche a piedi, all’interno del centro storico. Ancora non so bene come, ma individueremo la soluzione più sicura che punti a ottimizzare le risorse a disposizione, gratificando al tempo stesso il personale”.

Sembra già avere le idee chiare sul da farsi…
“Il mio obiettivo è lavorare bene e fare quello che, finora, non è stato messo in atto. Inoltre, voglio aumentare la comunicazione coi cittadini – conclude il vicesindaco -. Il comune deve essere vicino ai viterbesi e in maniera celere deve aggiornarli su tutte le situazioni. Ecco perché spero che a breve possa partire un progetto di comunicazione di messaggi di pubblica utilità ai cittadini attraverso la linea telefonica fissa e mobile su cui stavamo lavorando già da tempo. Stiamo predisponendo un ufficio che si occupi di questo. La popolazione deve essere informata di quello che accade all’interno dell’amministrazione”.

Paola Pierdomenico 


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25 giugno, 2013

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