Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo la risposta dell’Inps in riferimento alla lettera di Daniela Bizzarri, pubblicata dal suo giornale lo scorso 23 settembre – La rideterminazione della pensione della signora Bizzarri è dovuta ad una elaborazione a livello centrale per i redditi relativi all’anno 2020 in piena attuazione alla normativa vigente relativa alle prestazioni collegate al reddito.
Questo tipo di elaborazioni, infatti, vengono effettuate una volta confermati i redditi da parte dall’Agenzia delle Entrate, ovvero un anno dopo la dichiarazione dei redditi da parte dell’utente. Considerato che la dichiarazione dei redditi è riferita all’anno precedente, oggi è tecnicamente possibile ricalcolare l’importo delle pensioni solo riferite all’anno 2020.
Nel caso specifico, il ricalcolo ha determinato la necessità di effettuare una trattenuta – ai sensi della legge 335/1995 – sulla pensione di reversibilità della quale l’interessata è titolare, in quanto i redditi risultano diversi rispetto a quanto autocertificato in sede di liquidazione della pensione di reversibilità.
L’Istituto invia, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, ai pensionati interessati dal ricalcolo una nota che illustra le ragioni del debito, le modalità di calcolo ed il piano di recupero su pensione, le cui trattenute vengono calcolate nel rispetto dei limiti e delle salvaguardie normativamente previste.
Nella fattispecie la nota raccomandata è stata ricevuta dall’interessata in data 21 agosto 2023.
Inoltre, in ottica di massima trasparenza, per venire incontro ulteriormente alle esigenze di piena comprensione dei cittadini, di recente è stato messo a disposizione dell’utenza da parte dell’INPS il servizio, al quale è possibile accedere attraverso il portale istituzionale ovvero il cedolino on line, che consente di visualizzare la propria posizione debitoria con i relativi dettagli nonché gli stati di avanzamento del piano di recupero.
Inps
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