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Viterbo - Interviene Paolo Caravello (Futuro Tuscia)

Referendum, votare è un segnale di civiltà

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Paolo Caravello

Paolo Caravello

Riceviamo e pubblichiamo – “Parola d’ordine, votare. Questo l’impegno che noi del movimento d’opinione Futuro Tuscia ci auguriamo echeggi nella coscienza di tutti gli italiani domenica e lunedì prossimi in occasione della consultazione referendaria.

In un paese dove i cittadini non hanno più il diritto d’esprimere un voto politico di preferenza, in quanto la vigente legge elettorale demanda esclusivamente ai partiti le nomine dei parlamentari, dove gli interessi privati della “casta” troppo spesso prevalgono su quelli della collettività, oltraggiandola giornalmente con esempi che nulla hanno a che fare con la buona politica, ecco in questo desolante panorama, riteniamo che il popolo italiano debba compiere un atto d’orgoglio, andando a votare compattamente, un’azione d’autonomia decisionale che sia espressione di riscatto di un paese civile dove fortunatamente ancora vige la democrazia.

Tra l’altro, è fuor di dubbio, che gli argomenti oggetto del referendum sono importantissimi, le scelte riguardo alla questione dell’energia nucleare, come quella della privatizzazione del servizio idrico, incideranno in maniera netta sulla qualità della vita di tutti i cittadini e soprattutto condizioneranno quella delle future generazioni.

C’è poi la questione del legittimo impedimento, la legge n 51 del 7 aprile 2010 prevede che il presidente del consiglio dei ministri e i suoi ministri possano considerarsi giustificatamente assenti nelle udienze dei procedimenti penali nei quali sono imputati, qualora siano impegnati nell’esercizio d’attività preparatorie e consequenziali nonché ogni attività essenziale alle funzioni di Governo.

Un argomento che non incide direttamente sulla quotidianità dei cittadini, ma su cui gli stessi necessariamente dovranno esprimersi.

Per quanto ci riguarda Futuro Tuscia sarà convinta sostenitrice ed espressione di quattro sì ai quesiti referendari, ma, soprattutto si augura che il quorum sia raggiunto a testimonianza di un popolo civile, quello italiano, che ha ancora il coraggio e la volontà d’esprimere il proprio pensiero”.

Paolo Caravello
Futuro Tuscia Viterbo


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8 giugno, 2011

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