Civitavecchia – Il sit-in dei lavoratori dell’indotto Enel: “Siamo sull’orlo di un baratro sociale”. Riccardo Petrarolo della unione sindacale di base: “Servono finanziamenti e progetti alternativi concreti per “tamponare” il volume occupazione per l’uscita dal carbone”.
Civitavecchia – Il sit-in dei lavoratori dell’indotto Enel
Una partecipazione massiccia al corteo, divenuto poi un sit-in davanti al comune, da parte dei lavoratori metalmeccanici e della società Minosse. Tema all’ordine della protesta l’orizzonte dell’uscita dal carbone e l’incertezza sulla ricollocazione di circa 800 posti di lavoro. “La manifestazione è andata bene, ma ora aspettiamo dei passaggi concreti”, afferma Riccardo Petrarolo dell’Unione sindacale di base.
Civitavecchia – Il sit-in dei lavoratori
“Il problema è che i tempi stringono, il “carbonexit” è fissato per il 2025, che è praticamente “domani”. Oggi (ieri, ndc) c’è stata una interlocuzione col sindaco Tedesco, che a sua volta deve intercedere con istituzioni regionali e governative. Il piano industriale di Enel arriverà a novembre, ma servono delle indicazioni chiare, su nuovi finanziamenti e sui progetti alternativi”.
Civitavecchia – Il sit-in dei lavoratori dell’indotto Enel
“Quali? L’eolico offshore, la logistica e la cantieristica. Una delle criticità su cui lavorare ora è quella legata ad alcuni contratti a tempo che non sono stati rinnovati, C’è una diminuzione delle attività, insomma la preoccupazione è alta. Ora spettiamo la convocazione al tavolo nazionale a stretto giro di posta”.
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