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Viterbo - Tutto pronto per la quinta tappa delle passeggiate-racconto

Antonello Ricci sul set di “Piume al vento”

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Antonello Ricci all'armonica

Antonello Ricci all’armonica

– A spasso con i racconti di
 Antonello Ricci
 arriva alla quinta tappa con una passeggiata “alla bersagliera”
sul set del film di Ugo Amadoro, Piume al vento (1951) domenica 30 giugno alle 21.30 
appuntamento a Viterbo 
davanti all’ex-cinema Metropolitan.

Guest star
 Silvio Cappelli
 che racconterà le storie dei luoghi e gli aneddoti dei vecchi viterbesi 
che parteciparono alle riprese del film.

Una città dell’Alto Lazio può tramutarsi in un borgo sulla linea del Piave ai tempi di Caporetto? 
Le macerie dei bombardamenti alleati del ’44 possono diventare quelle dei cannoneggiamenti austriaci del ’17?


Una campagna laziale di querce e di ginestre, di speroni tufacei e di ruderi medievali può sublimarsi in un mite paesaggio alla Giorgione?

La campana del campanile della chiesa di San Faustino a Viterbo (che batte a stormo per annunziare la controffensiva bersagliera) può risuonare fra strade e case di una pieve del Veneto?
Viterbesi a quel tempo ragazzini (che oggi sono vecchi) e vecchi viterbesi (che oggi non sono più) possono far calca, comparse in festa per il ritorno dei bersaglieri in quella stessa pieve? 
La risposta è senz’altro sì.

Perché questo e molto altro può accadere quando vite e paesaggi, luoghi e persone precipitano nel mirifico caleidoscopio che chiamiamo cinema.
Questo e molto altro accade in Piume al vento: film-fotoromanzo uscito nelle sale – era il 1951 – per la regia di Ugo Amadori. Piume al vento è rivolto a un pubblico popolare: di italiani ancora umiliati dalle feroci sberle dell’occupazione nazi-fascista ma già tentati dalle sirene di una liberazione a stelle e strisce; feriti nell’orgoglio dalla cocente disfatta ma anche entusiasmati da un sogno di ricostruzione. Il Boom è alle porte, ma tragedie sofferenze privazioni non sono ancora semplici ricordi.

Il Paese balza in avanti con addosso ferite ancora non cicatrizzate.
Non stupisce perciò che in una singolare insalata di orgoglio patriottico e lapsus a sfondo erotico (che oggi ci fanno sorridere) il perfido e arrogante capitano austriaco Von Toepliz, vero cattivo da fiaba, ricordi smaccatamente le SS; mentre l’eroina, la giovane e indomita patriota Anna Frassoni, sembra voler “anticipare” una staffetta partigiana della “futura” seconda guerra.

Non mancano poi i martiri della giusta causa. La cantante Marta Flores, per esempio: la quale, dopo aver svenduto voce e corpo agli invasori, ritrova dignità e amor di patria immolandosi per la salvezza di Anna e di suo padre. O l’intrepido bambino vedetta-tamburino colpito a morte da una fucilata mentre suona le campane della riscossa pochi istanti prima del trionfale rientro dei bersaglieri per le vie del paese. Rigorosamente a passo di fanfara.

Piume al vento (1951) con Leonardo Cortese e Olga Gorgoni. Regia di Ugo Amadoro. Trama: Nel 1917 un reggimento di bersaglieri si ritira verso il Piave. Un ufficiale del reggimento, Stefano, si congeda da Anna Frassoni, figlia del proprietario d’una villa, che verrà requisita dagli austriaci e trasformata in ospedale da campo. Anna e il giardiniere Luigi resteranno in comunicazione con gli italiani, cui segnaleranno notizie militari. Il capitano Von Toeplitz, per far dispetto ai Frassoni, che danno prove di fierezza, porta nella villa la propria amica, la cantante Marta Flores, cui assegna la camera da letto di Anna.

Durante la notte, Gennaro, soldato di Stefano, entra furtivamente nella camera e, prendendo Marta per Anna, lascia comprendere lo scopo della sua venuta. Marta però non lo tradisce; ma anzi salva lui e la ragazza. Ritornato con altri due per far saltare un ponte, Gennaro viene catturato; ma Marta riesce a liberarlo. Essa avverte poi i Frassoni dell’imminente offensiva italiana e li accompagna al vicino villaggio. Stefano fa saltare il ponte: s’inizia la battaglia, che costerà gravi perdite agli italiani, ma darà loro la vittoria. Marta, ferita mortalmente da Von Toepliz, riesce a ferirlo gravemente prima di spirare. Un piccolo patriota, che ha suonato le campane, per festeggiare la vittoria italiana, viene fucilato dal nemico.


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26 giugno, 2013

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