– L’Accademia musicale A Brunelli di Civita di Bagnoregio, insieme al Comune di Bagnoregio e Archeotuscia presentano il concerto di musica rara di Ludwing Van Beethoven, “I tre duo per clarinetto e fagotto”.
Duo numero 1 in Do maggiore WoO27
Duo numero 2 in Fa Maggiore WoO27
Duo numero 3 in Si bemolle Maggiore WoO27.
Al clarinetto Massimiliano Ghirimbelli e al fagotto Francesco Casini.
L’appuntamento è per sabato 11 giugno alle 19, a Palazzo Alemanni di Civita di Bagnoregio.
Ludwig Van Beethoven (1770-1827) nel corso della sua giovinezza, a Bonn, ha composto molta musica per pianoforte, da camera, per orchestra, concerti e, cosa non a tutti nota, anche molta musica da ballo. La maggior parte di queste musiche non sono state ne’ pubblicate ne’ catalogate.
Queste opere, per un totale di 205, sono oggi catalogate con la sigla “WoO”, acronimo tedesco che significa “non numerato”. I tre duo per clarinetto e fagotto WoO 27 sono stati scritti, probabilmente, prima del 1792 e sono stati quindi catalogati e numerati WoO 27. Questo ciclo di composizioni scritte in stile prettamente classico, che talvolta ci ricorda alcune composizioni di Haydn, contengono in esse il germe della dirompente e rivoluzionaria vena beethoveniana pur celato da un rigoroso manierismo.
Infatti questi duo originali per clarinetto e fagotto sono scritti per una formazione che non trova precedenti nella storia della musica, fino a quel momento e che per ritrovarla ancora bisognerà aspettare il tedesco Tausch e nel Novecento il francese Poulenc considerando anche che il fagotto, a parte Mozart che lo aveva usato come strumento solista, nasce per raddoppiare il basso continuo e il clarinetto trova il suo avvio presso la scuola di Mannheim con gli Stamitz.
Pertanto, oltre ad essere una formazione di per sé innovativa e rara, funge da supporto ad un dialogo continuo tra i due strumenti in un’ alternanza di temi che mostrano sia le possibilità dinamiche e timbriche, sia quelle virtuosistiche dei due strumenti.
L’uso degli strumenti manifestato da Beethoven in queste tre composizioni si può considerare come la sintesi dell’opera classica attraverso l’assimilazione delle opere di Stamitz e di Mozart e la preparazione dell’uso strumentale nella propria produzione cameristica futura quali il Quintetto in Mi bem. magg. Op. 16 e il Septet in Mi bem. magg. Op. 20, nonché l’uso di questi due strumenti nella produzione sinfonica.
Strutturati in tre movimenti, il Duo nr 1 in Do magg. e il Duo nr 2 in Fa magg., come la classicità delle forme musicali impone, ossia Allegro, Larghetto, Allegretto, trova eccezione nel Duo nr 3, in Si bem. magg., composto da due movimenti, Allegro sostenuto e Andantino con moto Aria con variazioni, a dimostrazione di come Beethoven sia già maestro nell’arte della variazione che, con l’ultima di queste, nel sapore di una brillante Giga, Allegro assai, conclude la composizione.
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