Viterbo – “Mille telecamere collegate tra loro, siamo la prima provincia in Italia”. È il risultato, evidenziato dal questore Fausto Vinci, del nuovo protocollo d’intesa per la costituzione della rete provinciale di videosorveglianza, finalizzata a collegare gli impianti di videosorveglianza gestiti dai comuni della Tuscia con le centrali operative della polizia di Stato e del comando provinciale dei carabinieri.
Viterbo – Prefettura – La firma del protocollo videosorveglianza
Questa mattina nella sala Coronas della prefettura la firma del protocollo.
“Parliamo del collegamento in presa diretta”, ha detto il prefetto Antonio Cananà con carabinieri e polizia di tutti i sistemi di videosorveglianza.
60 comuni coinvolti e mille telecamere in campo, 70 solo a Viterbo. Il protocollo dura tre anni. Previsti inoltre altri finanziamenti per potenziare ulteriormente i sistemi. Ad essere coinvolte sono sia le telecamere di contesto che quelle di lettura targhe. Ogni sindaco dovrà poi nominare un responsabile dei dati raccolti.
Il prefetto Cananà e la sindaca Frontini
“Una best practices – ha proseguito il prefetto – che dara’ la possibilità alle forze dell’ordine di esercitare un controllo tempestivo del territorio e intervenire immediatamente. Un salto di qualità notevole. Il tutto con grande attenzione per la privacy dei cittadini che è trattata dettagliatamente nel protocollo”.
Insieme al prefetto e al questore, al tavolo della sala Coronas ci sono anche i comandanti di finanza e carabinieri, rispettivamente Carlo Pasquali e Massimo Friano, il vice presidente della provincia Pietro Nocchi e la sindaca di Viterbo Chiara Frontini. Seduti in sala i sindaci della Tuscia. Con loro anche il dirigente dell’ufficio prevenzione generale della questura, Riccardo Bartoli.
Riccardo Bartoli
“È la prima provincia in Italia che collega i sistemi di videosorveglianza di tutta la provincia – ha sottolineato Vinci -. Collegare tutte le telecamere della Tuscia significa fornire un patrimonio informativo fondamentale per quanto riguarda sia la prevenzione che la repressione. Per garantire i cittadini in termini di sicurezza. Un passaggio miliare per il nostro territorio”.
“Il protocollo è un modo per dare risposta immediata ai fenomeni che si presentano – ha continuato Friano – e fare da deterrente alla criminalità. L’operatore di centrale potrà dare così indicazioni immediate alle forze dell’ordine che lavorano sul campo, a tutte le ore del giorno e della notte”.
Vinci e Pasquali
“La guardia di finanza – è intervenuto poi Pasquali – si appoggia alle telecamere dei colleghi di polizia e carabinieri e avremo anche noi queste immagini. E se ci sarà necessità, un nostro operatore andrà nella sala operativa di riferimento”.
“Un protocollo vissuto direttamente – ha commentato Nocchi – passando per il difficile periodo del Covid. Un protocollo importante perché siamo la prima provincia. E perché i cittadini hanno bisogno di avere una percezione forte della sicurezza”.
Friano e Nocchi
“Una risposta ferma e corale – ha concluso infine Frontini – a un bisogno e a una richiesta fondamentale dei cittadini”.
Daniele Camilli
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