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Viterbo - Comune - Intervista all'assessora alla Pubblica istruzione, valorizzazione dell'ambiente e dei parchi, agricoltura e orti urbani Raffaella Valeri

“Il verde pubblico come occasione di crescita”

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Raffaella Valeri, assessore al verde pubblico

Raffaella Valeri, assessore al verde pubblico

– “Il verde pubblico come occasione di crescita”.

Arrivata terza alle primarie del centrosinistra, dietro a Francesco Serra e Leonardo Michelini, Raffaella Valeri si è presa la sua rivincita con la nomina da assessora nella nuova giunta di Palazzo dei Priori. Sarà lei a occuparsi di Pubblica istruzione e trasporto scolastico, rapporti con l’Università, valorizzazione dell’ambiente e dei parchi, agricoltura e orti urbani. Deleghe che, prima del suo incarico, non erano mai state affrontate singolarmente.

Dice di voler lavorare in sinergia con gli uffici a cui dovrà fare riferimento perché tutti mettano a disposizione le conoscenze a favore del bene comune. Tra le sue priorità l’emergenza arsenico, il parco dell’Arcionello e la valorizzazione del verde pubblico come momento di crescita per la popolazione.

Come ha preso la notizia dell’incarico?
“E’ stato un cambiamento significativo nella mia vita – dice la Valeri -. Il mio impegno politico è recente e già mi sta coinvolgendo emotivamente e fisicamente. Apprendere dell’assessorato, da una parte mi ha lusingata, ma dall’altra mi ha caricato di una responsabilità non da poco”.

E’ quindi la sua prima esperienza da amministratore. Spaventata?
“Sì è la prima volta, ma non sono spaventata più che altro solo un po’ preoccupata perché mi piace fare le cose bene, affrontandole nella loro completezza. L’enormità dell’impresa che mi aspetta mi disorienta un po’ perché c’è tanto da capire e studiare, sia nelle materie specifiche di cui mi occupo, che nel complesso della macchina amministrativa”.

Si è già fatta un’idea della situazione che eredita dalla precedente amministrazione?
“Ho una vaga idea, ma devo vedere meglio. Sono l’unico assessore della giunta che ha quattro dirigenti di riferimento: uno per l’agricoltura, un altro per la pubblica istruzione e due per l’ambiente. Inoltre, devo gestire una nuova materia, ossia quella dei rapporti con l’università. Ho quindi molto di cui prendere visione”.

Cosa comporta?
“Ua grande confusione di competenze. Ci sono diverse difficoltà e quella iniziale è capire come muoversi per gestire il lavoro futuro. E’ la prima volta che viene individuato un assessore competente alla programmazione delle deleghe che mi sono state affidate. Ora gli aspetti ambientali avranno una rilevanza maggiore sulle decisioni dell’amministrazione.

Dal canto mio, dovrò tenere conto delle interferenze dei vari assessorati nel mio ambito per coordinarmi con loro. Mi spiego, la Pubblica istruzione, per esempio, fa capo al dirigente ai Servizi sociali, e l’Ambiente, fino a oggi, è stato trattato dagli uffici del settore Urbanistica e Lavori pubblici. Nel programmare il mio lavoro, quindi, non potrò fare a meno di prendere in considerazione anche le decisioni di questi assessorati. Una volta superata la fase ricognitiva, comunque, cercherò di mettere in piedi un piano da seguire”.

Intende dire che quello di cui si occupa, in precedenza, non era trattato nello specifico?
“Nella sostanza no. Gli aspetti sulla gestione e la programmazione ambientale non erano ben distinti. Per esempio la raccolta dei rifiuti, pur riferibile all’Ambiente, era gestita nell’aspetto esecutivo dai Lavori pubblici. Invece io ora sarò chiamata a individuare e portare avanti nei miei settori anche la programmazione ambientale della nuova amministrazione”.

Quali le priorità per Viterbo?
“L’emergenza arsenico. Dobbiamo individuare la strada migliore per risolvere definitivamente il problema. Si affacciano due possibilità, una con la realizzazione di nuovi pozzi a profondità differenti per attingere a falde buone e non contenenti percentuali di arsenico rischiose, l’altra invece  è quella di creare acquedotti idonei. Staremo a vedere come muoverci”.

E poi il suo cavallo di battaglia, l’Arcionello…
“Vorrei evitare che il finanziamento dei Plus previsto per il parco non sia sfruttato nel modo giusto. Voglio rendere l’Arcionello sempre più fruibile”.

Per quanto riguarda il verde pubblico, quali gli interventi?
“La gestione dell’appalto non mi compete. Vorrei, invece, proporre una separazione di progetti all’interno di questo enorme contenitore. Per esempio Pratogiardino vorrei tenerlo fuori dall’appalto generale, già bandito, per trattarlo da solo visto il suo valore. Dentro al parco vorrei, poi, avviare delle attività con cooperative sociali o in generale iniziative culturali, per sfruttarlo e viverlo. Purtroppo la maggior parte degli appalti è già in corso e quindi devo capire come intervenire.

L’obiettivo, comunque, è dividere i parchi dal resto ed eventualmente creare giardini di quartiere per coinvolgere il più possibile la popolazione nella fruibilità del verde che deve essere un momento di crescita ed educazione. Mi piacerebbe dare vita a orti urbani per gli anziani, giovani e tutti coloro che manifestano il bisogno di uno sfogo nel verde”.

Per quanto riguarda l’edilizia scolastica, invece?
“E’ una competenza specifica dei Lavori pubblici. Potremo, però, predisporre un piano per la razionalizzazione della rete scolastica in favore della continuità e territorialità. Oppure elaborare un progetto coordinato per la proporzionata capienza delle scuole, evitando lo spopolamento di altre. Dal punto di vista programmatico e della manutenzione, poi, dovremmo fare una riconnessione generale per migliorare le strutture. Una delle speranza è, per esempio, quella di riportare le mense e i centri cottura nelle scuole. Vedremo”.

E con l’università?
“Collaborerò con l’università su alcune problematiche come quella dell’arsenico, di Ferento, ma anche sulle energie rinnovabili e l’agricoltura sostenibile e sociale. Temi che ho anche affrontato in campagna elettorale con tavoli tecnici a cui ha partecipato attivamente anche l’ateneo”.

L’impronta che vuole lasciare in questi cinque anni?
“Mi piacerebbe dare un’impronta di serietà e abituare gli uffici e l’amministrazione a collaborare dall’interno – conclude la Valeri -. Serve condivisione e tutti devono contribuire con le loro conoscenze. Ho voglia di ascoltare e capire per attuare un nuovo metodo di lavoro e provare a realizzare alcuni dei progetti specifici che ho in mente. Sarebbe una grande cosa risolvere il problema dell’arsenico e rendere più fruibile l’Arcionello. Voglio rendere il nostro verde un’occasione di condivisione per tutti noi, per goderne, magari sfruttando anche la zona termale per creare un parco termale e far sì che la nostra città e tutti noi possiamo godere del territorio speciale e particolare che abbiamo a disposizione”.

Paola Pierdomenico


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1 luglio, 2013

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