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Villa San Giovanni in Tuscia - Francesco e Sandra Zega raccontano l'avventura del figlio, che da una decina di giorni è impiegato nel servizio di refezione della scuola primaria - Il sindaco Fabio Latini: "La diversità è un arricchimento per tutti"

“Con il lavoro Marcello ha raggiunto il suo obiettivo, per i ragazzi speciali è fondamentale l’inserimento nella società”

di Maurizia Marcoaldi
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Villa San Giovanni in Tuscia – “Con il lavoro Marcello ha raggiunto il suo obiettivo, per i ragazzi speciali è fondamentale l’inserimento nella società”. Francesco e Sandra Zega raccontano così l’avventura che sta vivendo loro figlio Marcello. Un’avventura lavorativa ma anche un traguardo personale.


Villa San Giovanni in Tuscia - Marcello Zega con il sindaco Fabio Latini

Villa San Giovanni in Tuscia – Marcello Zega con il sindaco Fabio Latini


Marcello ha 25 anni. Vive a Vetralla con papà Francesco e mamma Sandra. Da una decina di giorni lavora nel servizio di refezione della scuola primaria e dell’infanzia di Villa San Giovanni in Tuscia. Per lui il primo contratto di lavoro, a tempo determinato. Un part time che lo vede impegnato tre ore al giorno per tre volte a settimana. Un percorso reso possibile grazie alla Cooperativa L’Universale 2000 di Vetralla, vincitrice di un bando regionale, e al comune di Villa San Giovanni in Tuscia. 

Un’ importante opportunità di crescita. In particolare per Marcello che ha la sindrome di Down. Per lui questo lavoro è molto di più di un’occupazione. Ha il sapore della conquista. Di un traguardo importante, che segna una tappa fondamentale della propria vita. 

A raccontare l’esperienza di Marcello è papà Francesco. “Mio figlio è davvero molto contento. Sta vivendo un’esperienza molto positiva perché purtroppo ragazzi come Marcello incontrano tante barriere nel corso della loro vita. Lavora con entusiasmo ed è felice di stare a contatto con i bambini”.

“Non vede l’ora di andare a lavorare – aggiunge mamma Sandra -. Si prepara con il camice, tutto preciso. È contento. E sono contente anche le persone che lavorano con lui. Per i ragazzi speciali ci vuole l’inclusione e l’inserimento nella società. Purtroppo esperienze come queste sono ancora troppo rare. Ragazzi come Marcello, e le loro famiglie, incontrano difficoltà tutti i giorni. E spesso anche la burocrazia non aiuta”.

“Marcello ha scelto la collaborazione con la mensa perché a lui piacciono i bambini e il contatto con le persone. È molto socievole. Gli piace relazionarsi e socializzare – spiega la mamma -. È inserito bene nella società, grazie anche al nostro sostegno. Ma questo lavoro è un qualcosa in più per lui. Ha raggiunto il suo scopo. Un obiettivo molto importante perché spesso mi ripete: ‘Mamma anche io lavoro’. Per lui è una grande soddisfazione, è contentissimo”.


Villa San Giovanni in Tuscia - Marcello Zega firma il suo primo contratto di lavoro

Villa San Giovanni in Tuscia – Marcello Zega firma il suo primo contratto di lavoro


“Vederlo contento e realizzato rende felici anche noi. Quando Marcello è nato il mondo ci è caduto un po’ addosso – ricorda Francesco Zega -. Ci siamo trovati davanti a una situazione difficile e non sapevamo a cosa saremo andati incontro. Ricordo ancora quando il primario mi disse che Marcello avrebbe avuto a che fare con la sindrome di Down. Mi ha detto ‘un giorno sarai portatore per altri genitori perché purtroppo questa sindrome non finirà. Farai da staffetta per altre famiglie e potrai raccontare le grandi soddisfazioni che ti darà Marcello'”. ‘

Sandra e Francesco sono un esempio con la loro forza. Come lo è anche Marcello. Per ragazzi speciali come lui, ma anche per i giovani che lo incontrano e che si relazionano con lui. “Essere a contatto con gli altri bambini è importantissimo – spiega Francesco Zega -. Credo che l’esperienza di Marcello sia anche di buon auspicio per i bambini stessi che si trovano davanti a una realtà che potrebbero anche incontrare nuovamente nella loro vita. Spero che non giudichino mai ragazzi come Marcello perché purtroppo le persone spesso reagiscono con diffidenza e non sanno come comportarsi di fronte ai ragazzi con la sindrome di down. Spesso ci sentiamo giudicati da persone che non sanno nemmeno cosa sia la sindrome di down”.

“Non posso non ringraziare il sindaco, il vicesindaco e il comune di Villa San Giovanni. Ci hanno sostenuto veramente. Non è facile trovare un’ampia disponibilità, come quella che loro hanno offerto a noi. Noi fino ad ora abbiamo trovato solo muri. Abbiamo affrontato tanti momenti difficili. Come genitore hai timore che tuo figlio non possa partecipare a niente. Ricordo che una volta, con Marcello ancora piccolo, ero vicino a un campo sportivo e c’erano dei bimbi che giocavano a calcio. Ecco, lì mi sono sentito sopraffare. Perché ho pensato che mio figlio non avrebbe mai potuto giocare a calcio. Oggi invece posso dire che Marcello certe attività le può fare. Tante volte siamo noi il freno di questi ragazzi, che invece potrebbero dare veramente tanto. Solo che come genitore è normale che una persona si preoccupi. Ti interroghi sul suo futuro e su quello che potrà vivere. Purtroppo spesso è anche capitato che Marcello tornava a casa turbato proprio per via degli sguardi di chi non riesce e non vuole comprendere”.

“Ma la nostra forza è anche Jessica, la sorella di Marcello  – aggiunge Francesco -. Lei ha un ruolo molto importante nella vita del fratello. Sono legatissimi. È particolarmente affettuosa con nostro figlio. Ci aiuta e ci sostiene”.

Anche il sindaco di Villa San Giovanni in Tuscia, Fabio Latini, è particolarmente soddisfatto dell’esperienza che sta vivendo Marcello. “Siamo molto felici di aver collaborato con la cooperativa L’Universale 2000 che è il soggetto che ha presentato il progetto, poi finanziato dalla regione Lazio. Questo progetto tende a sostenere persone in condizioni di svantaggio. Ed è bello vedere il sorriso di Marcello che opera in un contesto scolastico dove lui stesso aveva piacere di poter lavorare. Difatti, quando ci siamo confrontati per la prima volta con Marcello e la famiglia, abbiamo cercato di cucire un abito su misura per comprendere, in base alle esigenze di Marcello stesso, quale potesse essere il contesto giusto dove inserirlo. Lui è stato fin da subito entusiasta”.

“Marcello aiuta nell’apparecchiare la tavola, nel servire i pasti e a supporto degli operatori del servizio – spiega il sindaco Fabio Latini -. Ed è bello vederlo con il cappellino e il camice. Sempre sorridente. Con la sua storia diamo un segno tangibile di quello che significa l’inclusione, partendo da un bisogno effettivo di un ragazzo che sta svolgendo quello che gli piace fare. Un’inclusione che coinvolge anche i bambini della scuola che prendono contatto con la realtà, che è fatta ovviamente di diversità. Ma la diversità è sicuramente sinonimo di arricchimento per tutti perché significa di fatto conoscersi meglio e non giudicarsi in anticipo”.

Il lavoro di Marcello è a tempo determinato. Terminerà a dicembre. Ma il sindaco non esclude nulla: “Noi torneremo a confrontarci con la famiglia perché se il progetto funziona, come sta accadendo, allora vogliamo dargli continuità per tutto l’anno scolastico”. 

“Abbiamo avviato un percorso importante e per questo ringrazio la Cooperativa L’Universale 2000 che con particolare sensibilità ha partecipato, con la nostra collaborazione, a un bando di questa di questa natura, specificatamente attento al sociale”.

Maurizia Marcoaldi


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31 ottobre, 2023

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