Civitavecchia – Partenza dal porto di Civitavecchia, in una mattinata sferzata dalla pioggia. L’arrivo nel caldo dell’isola di Martinica, nei Caraibi. Nel mezzo più di 7mila 500 chilometri, tra mar Mediterraneo e oceano Atlantico, che lo skipper 57enne Dario Canestrelli ha iniziato a navigare a bordo della sua imbarcazione a vela ‘Isotta’, salpata ieri dal porto civitavecchiese.
Civitavecchia – Lo skipper Dario Canestrelli salpa per i Caraibi
Alle spalle la famiglia e gli amici, davanti quel senso di libertà e scoperta che solo il mare aperto sa dare. È la ‘solo around world’ quella che Canestrelli ha iniziato ieri: una performance sportiva di navigazione d’altura, non competitiva e di carattere non estremo, con l’obiettivo di navigare tutti i mari del mondo con tappe e scali. La prima, appunto, nel 2023. Poi le altre due nel 2024 e nel 2025.
Ma se anche non si tratta di una competizione di carattere estremo, è pur sempre l’inizio di un’avventura. E le avventure partono sempre dai saluti e dagli abbracci tra chi rimane e aspetta e chi, invece, salpa. Ad affollare la banchina del porto c’erano infatti i familiari e gli amici dello skipper civitavecchiese. Presente anche il presidente della provincia di Viterbo, Alessandro Romoli, che ha regalato all’atleta un gagliardetto dell’ente da portare dall’altra parte del mondo: palazzo Gentili è infatti il principale sponsor della ‘solo around world’ di Canestrelli.
Civitavecchia – Lo skipper Dario Canestrelli e il presidente della provincia Alessandro Romoli
“Non c’è ancora una data di arrivo nell’isola di Martinica – ha spiegato lo skippper -. C’è un binomio da scoprire tra me e l’imbarcazione e raggiungerò i Caraibi solo quando questo binomio sarà performante al massimo e assicurerà le opportune garanzie di sicurezza. Il piano è comunque quello di raggiungere l’isola di Martinica, lasciare là il mezzo e da lì ripartire il prossimo anno per la seconda tappa del solo around world”.
Civitavecchia – Lo skipper Dario Canestrelli salpa per i Caraibi
“Non si tratta di una competizione estrema – ha aggiunto – perché lo sport non deve mai essere estremo. Anzi, spero con questa mia traversata di far avvicinare tante persone al mondo della navigazione. Con le opportune conoscenze e l’esperienza si può fare tutto”.
Prima però di raggiungere l’Atlantico, c’è da attraversare il Mediterraneo. “È il mare più impegnativo in assoluto, non c’è oceano che tenga – ha spiegato Canestrelli – Nulla di impossibile, chiaramente, ma bisogna farlo con un po’ più di attenzione soprattutto nel periodo autunnale e invernale”.
Civitavecchia – Lo skipper Dario Canestrelli abbraccia i suoi familiari
Infine la partenza, preceduta dagli abbracci dei familiari e dalle parole di incoraggiamento. Poi Canestrelli è salito sulla sua ‘Isotta’, ha slegato la corda ed è partito. Prima di lasciare il porto, però, un ultimo sorriso verso i propri cari rimasti sulla banchina. Poi ha alzato il pungo verso il cielo, come ad esultare per l’avventura che lo attende.
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