Viterbo – “Santa Rosa è l’abito in cui tutti abitiamo, la veste in cui tutti ci riconosciamo”. Sono le parole del vescovo Orazio Francesco Piazza, questa sera nella chiesa della santa patrona di Viterbo durante la messa commemorativa dei facchini defunti voluta dal Sodalizio presieduto da Massimo Mecarini.
Viterbo – Messa commemorativa dei facchini defunti
“Commemorare – ha detto il vescovo – significa innanzitutto rendere attuale la presenza di chi ci ha preceduto e ricordarla insieme. Ricordare è continuità nella vita e nella fede”.
Viterbo – Messa commemorativa dei facchini defunti
A celebrare la messa insieme a Piazza ci sono anche il cappellano del Sodalizio dei facchini di Santa Rosa, don Alfredo Cento, e don Roberto Bracaccini.
Viterbo – Messa commemorativa dei facchini defunti
“La fede è fiducia, affidamento e convinzione – ha sottolineato il vescovo -. E tutto questo crea la determinazione nell’affrontare la vita, portandone il peso. Come fanno i facchini con il trasporto della macchina di Santa Rosa”.
Viterbo – Messa commemorativa dei facchini defunti
In chiesa con Mecarini c’è il capofacchino Sandro Rossi e il costruttore Vincenzo Fiorillo. Con loro i facchini e le loro famiglie.
Viterbo – Messa commemorativa dei facchini defunti
“Essere molti – ha aggiunto il vescovo -, un insieme dove ognuno è se stesso e fa la sua parte, mettendo al suo interno la sua storia e il suo cammino. Senza paura. E ciò che ognuno di noi è, quando si unisce agli altri diventa una potenza che rende praticabile ciò che sembrava impossibile. Il trasporto è questo, è al tempo stesso è metafora della vita e del vivere insieme agli altri”.
Viterbo – Messa commemorativa dei facchini defunti
“La fede è fiducia e affidamento – ha proseguito Piazza -, ma fiducia e affidamento non bastano. È fondamentale che ci sia anche un principio unificante, perché la luce è una. Come il trasporto della macchina di Santa Rosa”.
Viterbo – Messa commemorativa dei facchini defunti
“Non dimenticate mai quello che siete – ha detto infine il vescovo rivolgendosi ai facchini – diventate nella vita quello che siete. Perché se il principio unificante si dovesse sgretolare non esisterebbe più quel miracolo che rende possibile l’impossibile”.
Daniele Camilli
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