Carabinieri
Andria – Avrebbero utilizzato un bimbo di 9 anni per consegnare dosi di droga ai clienti o per incassare debiti: finiscono in manette la mamma 35enne del bambino e un uomo di 50.
L’accusa nei loro confronti è di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione e ricettazione con l’aggravante di aver sfruttato il figlio minorenne della donna. Il piccolo sarebbe stato utilizzato dai due per non destare sospetti.
All’uomo il provvedimento cautelare è stato notificato in carcere perché già arrestato in flagranza a luglio per detenzione finalizzata allo spaccio e possesso di armi. Le indagini hanno poi permesso di ricostruire che il 50enne si sarebbe avvalso dei colori in carcere con la compagna per impartire regole e modalità di gestione dello spaccio che la donna avrebbe eseguito impiegando anche il figlio di 9 anni.
Anche la mamma del bimbo si trova ora in carcere.
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY