Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Don Massimiliano Balsi: “Siamo la prima diocesi del Lazio a farlo” - Ad accompagnare il progetto, una brochure in lingua e un sito internet

“Cinque chiese aperte per valorizzare il patrimonio storico e artistico della città”

di Daniele Camilli
Condividi la notizia:

Viterbo – “Cinque chiese aperte per valorizzare il patrimonio storico e artistico della città. Siamo la prima diocesi del Lazio a farlo”. Don Massimiliano Balsi, vicario episcopale per la pastorale della formazione, cultura e tradizioni.

Presentazione progetto chiese aperte

Presentazione progetto chiese aperte


Questa mattina a palazzo dei Papi, la presentazione del progetto. Prosegue la rivoluzione del vescovo Orazio Francesco Piazza, con un lavoro che sta trasformando tutti i punti vitali della diocesi, dalla pastorale al sociale, investendo direttamente la città nel suo complesso. L’altro passo del percorso, oggi, con il Progetto chiese aperte per conoscere e amare la nostra storia attraverso l’arte e la fede. Questo il nome.

“Le chiese sono in tutto cinque – ha spiegato don Massimiliano Balsi -, per l’esattezza San Giovanni Battista del Gonfalone in via cardinal La Fontaine, San Giovanni in zoccoli in via Mazzini, San Marco a piazza del teatro, San Sisto a porta Romana e Santa Maria del Suffragio. Chiese spesso chiuse, tranne il Gonfalone, tenuta aperta dall‘omonima Confraternita”.

Don Massimiliano Balsi

Don Massimiliano Balsi


Il progetto è finanziato con i contributi dell’8 per mille. Contributi volontari versati alla chiesa cattolica al momento della dichiarazione dei redditi. “Contributi – ha spiegato don Emanuele Germani, direttore dell’ufficio comunicazioni della diocesi – che servono per ristrutturare le chiese, garantire i servizi della Caritas e, in questo caso, valorizzare il patrimonio culturale”. Una chiesa che muove dalle proprie risorse e forze per mettersi al servizio della città.

Il progetto Chiese aperte si fonda sulla sinergia tra diocesi, associazione Emmaus, Caritas, Archeoares e confraternita del Gonfalone.

Questa mattina, alla conferenza di presentazione, assieme a Balsi e Germani, ci sono anche Sabrina Casini della Emmaus, Gianpaolo Serone, presidente Archeoares, Santino Tosini, direttore ufficio beni culturali della diocesi e don Ivo Bruni.

“Un progetto – ha proseguito don Emanuele – per prendere consapevolezza di un patrimonio culturale e di fede di fondamentale importanza. Le chiese come luoghi di incontro per la valorizzazione dei beni culturali”.

Don Emanuele Germani

Don Emanuele Germani


Il progetto partirà con le aperture di sabato e domenica 9 e 10 dicembre. Poi il 16 e il 17 dicembre. Mattina e pomeriggio.

“L’idea – ha sottolineato Balsi – è aprire le chiese, con l’aiuto dei volontari di Emmaus, nei giorni festivi e di maggior afflusso turistico. Il tutto accompagnato da un’opuscolo in italiano e in inglese, con un Qrcode con tanto di mappa e indicazioni stradali online, e un sito internet gentedituscia.it per approfondire conoscenze e informazioni sul patrimonio artistico delle chiese. L’obiettivo di medio, lungo periodo è poi quello di aprire altre chiese della città e dei paesi che fanno parte della diocesi”.

Non solo, ma la diocesi realizzerà, tra febbraio e marzo del prossimo anno, anche un corso di formazione per i volontari che vorranno partecipare al progetto.

Presentazione progetto chiese aperte

Presentazione progetto chiese aperte


“Queste chiese – ha continuato don Massimiliano – sono un patrimonio artistico, culturale e di fede che dobbiamo imparare a conoscere. Recuperiamo spazi e luoghi per imparare ad amare la nostra città, perché non si può amare se non si conosce”.

Inoltre, sempre per quanto riguarda l’8 per mille, “mettendo insieme i dati degli ultimi dieci anni – ha spiegato Tosini – la diocesi di Viterbo ha ricevuto circa 20 milioni di euro. Attraverso questi fondi, oltre a tutte le altre attività, a partire da quelle caritative, abbiamo valorizzato cultura e fede”.

Da sinistra: Gianpaolo Serone, Sabrina Casini e Santino Tosini

Da sinistra: Gianpaolo Serone, Sabrina Casini e Santino Tosini


Un’inziativa, quella della chiese aperte, realizzata grazie al contributo dell’associazione Emmaus. “Un’associazione – ha raccontato Casini – nata nel 2001. Un’associazione che vuole essere di supporto a tutte le iniziative diocesane. A partire dal volontariato, un’azione che nasce dal cuore e dalla passione personale. E ciò significa offrire il proprio tempo per il bene comune. Un progetto che abbiamo accolto a braccia aperte. Per diffondere una cultura non solo religiosa, ma anche storica”.

“I volontari impegnati sull’iniziativa, che non andranno in alcun modo a sostituire le guide turistiche – ha aggiunto Casini – fanno parte del progetto di cohousing Abitiamo. Un progetto della diocesi che mette a disposizione degli appartamenti agli studenti per permettergli di studiare. I ragazzi in cambio offrono il loro tempo dando la propria disponibilità per lo svolgimento di servizi. Attualmente sono 10 i ragazzi e le ragazze impegnati nei servizi di mensa, centro di ascolto, eventi e chiese aperte”.

Da sinistra: Veronica Faccio, Angela Letizia Coconi e Giovanna Rizzuti

Da sinistra: Veronica Faccio, Angela Letizia Coconi e Giovanna Rizzuti


Alla conferenza di oggi c’erano tre di loro. Veronica Faccio, Angela Letizia Coconi e Giovanna Rizzuti.

Daniele Camilli


Condividi la notizia:
30 novembre, 2023

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tag/renzo-trappolini/