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Monza - In manette due suoi connazionali - A notarla un passante che ha allertato la polizia

Sequestrata e picchiata per un debito non pagato, 46enne shrilankese si salva chiedendo aiuto dal balcone

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Monza – Un passante ha visto quella donna legata mani e piedi che chiedeva aiuto dal balcone di un appartamento e ha chiamato la polizia. È così che gli agenti hanno liberato una 46 shrilankese che, a quanto si apprende, sarebbe stata rapita e picchiata da due connazionali. 

La polizia

La polizia


È successo a Monza. Secondo quanto riporta la Stampa, la donna, dopo l’intervento della polizia, avrebbe raccontato agli agenti di essere stata picchiata e legata a una sedia nel pomeriggio del 30 novembre scorso da due suoi connazionali. Per liberarla è stato necessario anche l’intervento dei vigili del fuoco, che hanno recuperato la 46enne raggiungendola sul balcone con un’autoscala.

La donna è stata medicata sul posto e trasferita in ospedale in codice giallo, poi dimessa con una prognosi di dieci giorni. Nella successiva perquisizione nell’appartamento sarebbe stato trovato del nastro adesivo compatibile con quello rinvenuto sul suo corpo. Sempre secondo la Stampa, il movente del rapimento sarebbe relativo a un prestito non saldato: sembrerebbe che la 46enne dovesse restituire una somma di denaro che le era stata prestata in precedenza. 

Gli agenti della squadra mobile hanno individuato e arrestato i due presunti responsabili del sequestro. Si tratta di un uomo di 44 anni e di una donna di 25, shrilankesi, entrambi trasferiti in carcere. Al momento dei fatti, i poliziotti hanno individuato anche un’altra donna di 26 anni, anche lei shrilankese, che si sarebbe trovata all’interno dell’abitazione al momento dei fatti.

Da successivi accertamenti dell’ufficio immigrazioni è emerso nei suoi confronti un rigetto di ricorso per asilo politico. Alla 26enne è stato quindi notificato il provvedimento di espulsione adottato dal prefetto. Il questore ha disposto inoltre nei suoi confronti la misura alternativa dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria con conseguente ritiro del passaporto per il tempo necessario per l’organizzazione del rimpatrio.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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6 dicembre, 2023

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