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Lettere al direttore - Scrive il dottor Franco Bifulco, ex direttore sanitario ospedaliero e Risk manager Asl Vt, replicando al coordinatore provinciale di FdI, Massimo Giampieri: "Un atteggiamento messo in campo a fronte di documentabili qualità prestazionali di assoluto valore ed in linea con i migliori indicatori clinici di riferimento istituzionale"

“Sanità, da tempo immemore la governance regionale laziale tratta la provincia di Viterbo come il fanalino di coda”

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Franco Bifulco

Franco Bifulco

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Egregio direttore, ritengo doveroso, in merito allo stato della sanità viterbese, chiarire i termini tecnici della mia denuncia. È doveroso verso i cittadini nonché lettori di Tusciaweb.

Nella risposta alla mia denuncia, il coordinatore provinciale di  FdI Giampieri utilizza lo strumento a lui più congeniale: la “dialettica politichese delle controparti”.

A sua stessa insaputa, finisce per confermare proprio l’aspetto da me denunciato. Chi ha avuto modo di conoscere la mia esperienza professionale nella sanità viterbese prima, emiliano-romagnola e romana poi, conosce la mia convinta critica verso l’approccio romano-centrico della politica regionale del Ssr e questo indipendentemente da chi si è alternato nel tempo al governo regionale.

È sufficiente ricercare i miei interventi pubblici in convegni, congressi, articoli di giornale, riunioni istituzionali, incontri sindacali etc; etc. Purtroppo quella visione, nella inspiegabile ed incomprensibile distrazione politica più o meno generale, perdura nel tempo. È sufficiente (per chi è interessato ai fatti e non alle opinioni)  conoscere l’attuale piano ospedaliero di programmazione regionale  2024-2026 per verificare la struttura della rete regionale ospedaliera e quindi anche della Asl Vt.

Ovviamente Giamperi, nella sua replica ha preferito schivare l’excursus da me citato: la destra politica autrice di cartolarizzazione e macroaree  e la sinistra politica autrice di governance del deficit e blocco del turnover, scelte che si sono susseguite nel tempo in un continuum regionale a dir poco critico. Concentrato sulle singole parti, non si è accorto del tutto: la governance regionale laziale da tempo immemore, tratta la provincia di Viterbo come il fanalino di coda dell’intero Ssr con l’aggravante che, molto spesso, lo fa anche a fronte di documentabili qualità prestazionali di assoluto valore ed in linea con i migliori indicatori clinici di riferimento istituzionale, e questo grazie solo alla professionalità ed enorme sacrificio degli operatori sanitari.

Infatti gli è “sfuggito” che la ripartizione della sanità regionale in macroaree sopracitata ha “ prodotto matematicamente” la riduzione dei posti letto ospedalieri della provincia di Viterbo ad 1,9 p .l. x 1000 (contro i 3 previsti dagli standard nazionali e regionali ) inglobandola nella famosa macroarea 4 dove la sanità dell’area geografica (oggi identificata nella Asl Roma 1) deteneva ben 11,2 p.l. x 1000 ( contro i 3 previsti).  

Insomma un’operazione di “Trilussiana memoria” che ha mascherato, peraltro malamente, interessi della realtà romana a danno della provincia di Viterbo. Quella ripartizione abbinata al  sacro furore della “economia di scala” che tutti aveva invasato, in quel periodo, portava anche alcuni politici cosiddetti di sinistra a sostenere che i piccoli ospedali dovevano essere smantellati! Sic! 

Una tipologia di approccio politico verificabile anche nella gestione strutturale degli ospedali nelle altre realtà con più peso e considerazione: Roma, Roma provincia-Frosinone e Latina. E la provincia di Viterbo? Basta osservare lo stato attuale della rete “Hub (Belcolle) e Spoke (Acquapendente-Civita Castellana- Tarquinia”) per avere la risposta.

È bene tralasciare il tentato maquillage strutturale degli ospedali della nostra provincia a tutti ben visibili e noti. I fatti riguardanti la sanità viterbese e non le opinioni, purtroppo sono sotto gli occhi di quanti vogliono vedere e giudicare ragionevolmente e, soprattutto “serenamente”.

A fronte di questo scenario, Giampieri  non  ha trovato di meglio che interessarsi  alla mia “esperienza  politica” che come è evidente nulla conta, ma soprattutto nulla c’entra nella argomentazione in atto. Invece di contestare fatti e argomenti, tira in ballo la mia partecipazione al movimento civico (capitanato dalla eletta sindaca di Viterbo) che ritiene insignificante ed anche contraddittoria.

Quell’impegno civico evidenzia semmai che la complessità della realtà (ovviamente invisibile a chi possiede un pensiero lineare) richiede un pensiero critico e non un pensiero unico, causa questo si  di molti guai.

I cittadini hanno sempre  bisogno di una “visione politica” nell’accezione più ampia del termine (polis) e mai dell’utilizzo strumentale degli argomenti di parte. A questo punto non mi resta che augurare a Giampieri ogni successo politico, anche per avere appreso con piacere che lui ed il gruppo rappresentato presteranno la massima attenzione alla sanità viterbese.

È una buona notizia e speriamo anche una buona occasione per evitare il definitivo declino di questa realtà sanitaria con l’inevitabile danno per i cittadini più deboli e buona pace delle stucchevoli diatribe politichesi.

Dr. Franco Bifulco
Ex direttore sanitario ospedaliero e Risk manager Asl Vt


Articoli: Massimo Giampieri: “Bifulco stia tranquillo, la sanità è la priorità per la giunta Rocca” – Franco Bifulco: “Quattro ospedali lentamente disattivati, carenza di personale e metà dei posti letto previsti, ecco la nostra sanità…”


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16 dicembre, 2023

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