Tarquinia – Una catena umana di oltre trecento cittadini per salvare l’ospedale
Tarquinia – “Il nostro abbraccio all’ospedale, oltre trecento cittadini hanno voluto abbracciare il nostro ospedale per dimostrare il nostro attaccamento ad un servizio così essenziale”. Ha avuto successo l’iniziativa “Salviamo l’ospedale con un abbraccio”, promossa da “Insieme per l’ospedale di Tarquinia” che si è tenuta alle 10 di ieri mattina nella città etrusca. “Lo slogan più urlato – sottolineano gli organizzatori – è stato ‘l’ospedale non si tocca’. Avanti ancora. Se i cittadini ci sono abbiamo grandi speranze”.
Tarquinia – Una catena umana di oltre trecento cittadini per salvare l’ospedale
“Ci siamo riuniti davanti all’ospedale – spiegano – per dar vita a una lunga catena umana che abbracciasse il muro esterno dell’ospedale, per affermare la volontà di difenderlo con un gesto amorevole. Molte realtà associative hanno dato la loro adesione, lo stesso abbiamo chiesto alla cittadinanza per dare forza ad una battaglia che, è sempre bene sottolinearlo, non ha colori politici e mira al risultato: questo territorio ha bisogno di un ospedale di zona che funzioni.
Con personale medico e infermieristico eccellente, come è stato finora”.
I CITTADINI HANNO ABBRACCIATO IL LORO OSPEDALE
La lunga catena umana che stamattina ha stretto l’ospedale di Tarquinia in un abbraccio simbolico ha detto con fermezza che i cittadini non si fermeranno e continueranno a difenderlo da chi ne vuole la fine, non dichiarata ma subdolamente attuata. Una nutrita rappresentanza del gruppo di ginnaste dell’Associazione Arteritmica ha aperto la manifestazione, che si è snodata attorno al nosocomio con centinaia di persone che hanno sfidato il vento gelido, per esserci a presidiare il proprio ospedale. Gli obiettivi dell’evento, ripetuti anche a conclusione della manifestazione con parole appassionate, sono chiari e fermi: rafforzare il pronto soccorso anche dal punto di vista diagnostico e specialistico; riaprire il reparto di ortopedia per farlo tornare all’eccellenza che ha rappresentato fino a pochi mesi fa; spendere i fondi stanziati da quasi due decenni e mai utilizzati per migliorare la struttura e renderla più efficiente e funzionale per le esigenze del territorio; denunciare i silenzi della dirigenza ASL di fronte alle domande legittime del Movimento che vuole sapere, perché ha il diritto di sapere. Il fronte della nostra battaglia è ampio, perché la situazione va monitorata continuamente affinché i gioielli residui, rappresentati dal reparto di medicina e dall’ambulatorio oncologico, non cadano anche loro vittime di chi non sa fare altro che dire: è colpa di qualcun altro. Esprimiamo il nostro ringraziamento e la nostra solidarietà a tutto il personale sanitario, che, nonostante le difficoltà, si adopera costantemente per far funzionare al meglio il nostro ospedale. Giova ricordare che la nostra battaglia è iniziata con un governo della Regione opposto a quello attuale e non c’è colore politico che possa fermare la nostra azione. A fronte della partecipazione sentita e numerosa dei cittadini stonava la mancanza degli amministratori del territorio, tutti invitati. Silenzi e assenze di chi ha in vario modo potere sono una forma di connivenza intollerabile, che denunciamo con forza. Alla buona riuscita dell’abbraccio ha contribuito l’azione ben coordinata delle Forze dell’Ordine. È doveroso sottolineare anche la presenza significativa del Comitato della Croce Rossa di Tarquinia. L’abbraccio dei cittadini e il valore simbolico che trascina con sé, rappresenta una bella carica per preparare durante l’inverno le azioni decise e mature che il Movimento metterà in campo a primavera.
Comitato “Insieme per l’Ospedale di Tarquinia”
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