Quattro anni di reclusione e una multa di 20mila euro.
Questa la condanna inflitta a Giuseppe Bonavota, dal gup di Catania Luigi Barone, al termine del processo con rito abbreviato.
Bonavota, scarcerato lo scorso 20 febbraio, era rimasto coinvolto nell’operazione antidroga “Tsunami”, condotta il 16 ottobre di due anni fa dalla Squadra mobile di Ragusa e dalla guardia di finanza.
In quell’occasione riuscì a rendersi irreperibile. Ma dopo quattro mesi di latitanza venne catturato a Civita Castellana mentre saliva su una Mercedes. A bloccarlo il capo della Mobile di Viterbo, Fabio Zampaglione.
A Bonavota gli uomini delle forze dell’ordine erano arrivati attraverso sofisticati sistemi scientifici di ricerca messi in atto grazie all’impegno della squadra mobile di Viterbo, coordinata da Fabio Zampaglione.
L’uomo si muoveva tra Civita Castellana e Magliano Sabina. A Civita è stata scoperto anche il covo dove abitava: un seminterrato di una villetta di due coniugi civitonici.
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