Riceviamo e pubblichiamo – Eccoci di nuovo con il 3 numero del Taccuino di Cultura Lesbica (clicca per leggere il taccuino). Innanzi tutto, ci sono stati dei cambiamenti nel nome, non nel contenuto. Come vedete non siamo più Arcilesbica Viterbo, ma Sportello di Cultura Lesbica Arci Viterbo.
Ma perché questo cambiamento di etichetta? Semplicemente perché a volte bisognerebbe guardare prima nel proprio giardino, ammirarne i frutti, le spezie e gli odori, prima di dire che non c’è abbasanza energia o sostanza per vivere.
Avevamo guardato all’associazione Arcilesbica con tante aspettative, volevamo crescere, volevamo anche qualcuno che si prendesse cura di noi.
L’Arcilesbica nazionale non si cura dei piccoli centri dei capoluoghi. A loro basta che si facciamo tesseramenti, gli si spediscano i soldi di queste, si eseguano le diretive su chi votare alle elezioni. E quando si ha bisgnono di loro? Non ci sono. Ecco, allora che ci si gira e rigira come serpenti su di un ramo e improvvisamente ci si accorge di aver avuto sempre tutto, sotto i piedi e dentro.
Non ci serve un’etichetta per dire che siamo lesbiche, non ci serve una bandiera con una farfalla per dare un riferimento sul territorio della Tuscia. Continuiamo a portare avanti la nostra opera di sensibilizzazione e di presenza sul territorio in seno all’Arci Viterbo.
Il lavoro continua, invariato, i nostri servizi offerti a chiunque ne abbia bisogno ci sono, insomma avevamo tutto qui e non ce ne eravamo accorti. In copertina del Taccuino, Demetra si trasforma in un splendito ermafrodito alato immerso nel colore rosso, che è il colore della passione, della rabbia, ma soprattutto della vita.
In questo numero ci siamo occupati di donne e uomini e trans. Cè stato il Referendum del 12 e 13 giugno e ce lo racconta Chiara Mode, Vladimir Luxuria ha scritto il suo primo romanzo Eldorado, e mi sembra appropriato e doveroso offrire una pagina a chi ha sempre combattuto per i diritti dei gay, lesbiche e trans.
C’è poi Pierangelo Bucci, vecchia conoscenza Viterbese, il primo che aprì, oramai più di 15 anni fa, il primo circolo Arci-gay a Viterbo, che ci racconta chi era Peter Boom. Personalmente conoscevo Peter, personalmente ho sempre rispettato la sua vita e le sue opinioni anche quando diventavano pure provocazioni.
Lui combatteva così, lui te la urlava in faccia la sua diversità. Ognuno combatte, o sopravvive a suo modo. C’è ancora Chiarilla con notizie sul teatro lesbico, Cecilia DAvos che ci racconta il suo Europride del 2011 in testa alla sua Associazione Rete Genitori Rainbow e poi, tante foto di quella giornata carica di colori, emozioni e un’energia straordinaria.
Emanuela Dei
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