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Politica - Rifondazione e Sel intervengono sulla situazione amministrativa del Comune

“Deragliamento istituzionale a Civitella d’Agliano”

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Antonio Capaldi e Simonetta Piciarelli

Antonio Capaldi e Simonetta Piciarelli

(g.f.) – “Deragliamento istituzionale a Civitella d’Agliano”.

Non trova altre parole per definire la situazione in Comune, Antonio Capaldi (Sel). Il sindaco Roberto Mancini è indagato per corruzione, ma questo è quasi un dettaglio rispetto alla situazione complessiva dell’amministrazione. Ingessata, in cui la minoranza non è messa nelle condizioni di svolgere il proprio ruolo. Anzi. Si fa di tutto per complicarle la vita.

“Tanto che abbiamo deciso – spiega Capaldi – d’interessare il presidente della Repubblica. La vicenda ha aspetti preoccupanti. Si cerca di far venire meno la funzione di controllo che hanno i consiglieri di minoranza”. L’elenco è lungo, così come quello degli esposti presentati tra gli altri, dal consigliere Simonetta Piciarelli.

“Il processo che riguarda il sindaco – spiega la Piciarelli – segue il suo iter e a noi non interessa. Ma rimane paradossale che lui sia sotto accusa, il Comune è parte offesa ed è lui che lo guida”. E non solo.

“L’amministrazione non si è nemmeno costituita parte civile nella vicenda – osserva Francesco Lombardi – con la scusa di non avere soldi per l’avvocato, ma non è così”.

Negli anni, fatti contestati a sindaco e giunta sono diversi: “Dal 2009 – ricorda il consigliere Piciarelli – e fino al luglio 2001 la commissione edilizia comunale non era regolarmente costituita, eppure progetti sono stati approvati e rilasciate anche concessioni. Ci risulta che alcuni documenti sono stati inviati in Regione, riportano una data in cui si è riunita la commissione, che non c’è mai stata”.

Da quando è iniziato il processo a Mancini, il consigliere Piciarelli partecipa ai consigli comunali, ma non alle votazioni. “Per i pareri sugli atti amministrativi è stato nominato un assessore, ma non ha i titoli per esprimersi, eppure niente. Le delibere sono state approvate anche quando non c’era il responsabile d’area”.

Poi un episodio che risale al 2009: “La delimitazione – ricorda il consigliere – del centro abitato con delibera del marzo 2009, in cui sono state fatte ricomprendere anche aree dove non c’erano insediamenti. Tanto che dopo le nostre rilevazioni il ministero delle Infrastrutture ha imposto all’amministrazione d’annullare la delibera”. Che invece sarebbe ancora lì. La delimitazione è l’atto propedeutico al piano regolatore.

“In questa situazione, ci viene anche impedito di svolgere il nostro lavoro. Il sindaco con noi non parla, l’accesso alla documentazione non avviene. Missive dirette a consiglieri non ci vengono consegnate. Ritengo che ci siano tutti i presupposti per sospendere il sindaco per gravi e persistenti violazioni di legge. Siamo fuori da ogni regola”.


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14 luglio, 2011

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