![]() Un’aula del Palazzo di Giustizia viterbese |
– Inchieste Asl, entro dicembre la conclusione delle indagini.
Sei consulenti tecnici da liquidare. Ventiquattro indagati. Tre parti offese. Sono questi i numeri dell’inchiesta Asl di Viterbo che, a breve, potrebbe arrivare a una fine. Anni di trascrizioni di intercettazioni telefoniche, verbali e indagini che potrebbero concludersi.
Nei giorni scorsi, i magistrati titolari, Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci hanno, infatti, chiesto alla cancelleria di liquidare alcuni dei consulenti tecnici impegnati nelle varie inchieste, tra cui, Telecom, Cittadella della Salute e clinica Santa Teresa. Soldi che sono a carico provvisorio dell’Erario.
A quanto pare, quindi, l’inchiesta si starebbe avviando alla conclusione. A parte, questi ultimi sviluppi formali, non si sarebbe aggiunto nessun altro tassello investigativo al voluminoso fascicolo aperto due anni fa dalla Procura di Viterbo.
L’avviso ha avuto come destinatari ventiquattro persone, indagate, a vario titolo, per reati che vanno dall’abuso di ufficio alla concussione, corruzione e fatture false. Tra queste figurano l’ex sindaco di Viterbo, Pio Marcoccia, l’ex direttore generale della Asl di Viterbo, Giuseppe Aloisio, il consulente Mauro Paoloni, Umberto Maria Marcoccia, Renato Leoncini, gli imprenditori Roberto e Fabio Angelucci e Alfredo Moscaroli, l’attuale direttore generale della Asl Adolfo Pipino.
Tra le parti offese: Fabio Micio, dipendente della Asl e il consigliere regionale, Nando Gigli.
Al rientro dalla pausa estiva, i sostituti procuratori, dunque, potrebbero iniziare a tirare le somme della vicenda. Dopo la notifica della chiusura delle indagini, la posizione degli indagati passerà al vaglio del Gup. Con due possibilità il proscioglimento o il rinvio a giudizio.
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