Riceviamo e pubblichiamo – E’ proprio un bel piano casa, quello della giunta Polverini: annulla la pianificazione urbanistica, elimina l’iter autorizzativo nei consigli comunali e rende impossibile l’housing sociale.
Il cittadino che vuole realizzare una stanza in più? E’ solo un aspetto marginale.
Il piano è un insieme di norme che mettono a rischio la programmazione urbanistica di tutto il Lazio. E’ dannoso per tanti motivi: oltre al colpo di grazia alla pianificazione, rende le concessioni edilizie uno strumento obsoleto e inutile. Si può fare quasi tutto con una semplice dichiarazione di inizio attività, senza alcun iter autorizzativo. Si tratta di norme pericolose anche perché per molti aspetti si va in deroga ai piani paesistici. Si possono quindi realizzare una serie di opere pubbliche rischiando di sconquassare interi quartieri, anche quando queste avrebbero invece bisogno di un’attenta valutazione.
Le demolizioni? Viene consentito buttare giù attività e ricostruirle con un premio che varia fra il 30 e il 35 per cento di cubatura, fino a un massimo di 15.000 metri quadrati. Tutto ciò senza che il consiglio comunale abbia voce in capitolo: non ci sono prescrizioni. Prendiamo ad esempio il piano di recupero dell’ex consorzio agrario a Viterbo, che ha creato tante polemiche: il piano casa Polverini sembra fatto su misura.
Le cliniche private? Laddove il piano sanitario ne prevede la chiusura, il piano casa permette di realizzare appartamenti. L’housing sociale? Non si pone minimamente il problema della concessione delle aree comunali, quindi lo rende impossibile. Le norme guardano solo alle grandi cubature, permettendo tra l’altro di costruire indiscriminatamente anche nelle zone agricole. Oltre al danno poi c’è la beffa: nel piano casa, questa è praticamente ignorata. Forse non è un caso che il ministro Galan l’abbia stroncato così sonoramente.
Giuseppe Parroncini
Consigliere regionale Pd
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY