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– L’arciducasindaco Marini ha deposto le armi.
Dopo una difficile riunione con i suoi più fidi consiglieri di corte, rimasti blindati per ore nel Palazzo comunale, Giulio Marini ha deciso: Bagnaia avrà il suo albero di Natale. Ce l’ha già, a dire il vero.
L’abete, di enormi proporzioni, è stato fatto recapitare stamattina dai fattorini dell’arciducasindaco agli abitanti del contado, che non credono ancora ai loro occhi. L’agognato albero troneggia ora sulla piazza del villaggio. Sua maestà ha dovuto concederlo per forza: l’ostinata battaglia dei suoi sudditi ha piegato le sue resistenze.
I bagnaioli se lo sono sudato, quell’albero. Di rinunciarvi, non ne volevano sapere, anche se la reggia comunale non muoveva un dito. E allora, hanno fatto di necessità virtù: il contado si è attrezzato e ha selezionato i suoi uomini migliori – quelli con le palle – per combattere la sua battaglia di principio contro l’avaro regnante. Il risultato è stato un primo pino fai da te, carico di lustrini, fili colorati e le immancabili palle. Ma l’arciducasindaco, inalberatosi, lo ha tolto in men che non si dica.
Stesso destino, quello del secondo abete, fatto di cartone e piazzato nello stesso posto del primo. Anche lui fatto sparire senza pietà.
Il terzo è l’albero umano. Ed è stato questo, forse, a premiare la tenacia dei bagnaioli. L’ultimo tentativo ha portato a Bagnaia il tanto desiderato albero di Natale. All’inizio, qualcuno pensava allo scherzo di qualche bontempone, o all’ennesimo albero fai da te dell'”armata bagnaiola”. Invece, quello di stavolta è vero, imponente, con le foglie aghiformi e tutto il resto. E soprattutto, proviene dagli uomini dell’arciducasindaco.
E’ disadorno, ma ancora per poco. A breve arriveranno anche le palle, che i bagnaioli hanno comunque dimostrato di avere, insieme a una buona dose di pazienza, ironia e fantasia che, alla fine, hanno convinto anche il più malvagio degli arciducasindaci. Che, forse, poi così cattivo non è…
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