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Politica - Andrea Marcosano (Pdl) difende il governo Berlusconi

Debito pubblico, il Pd faccia mea culpa

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Andrea Marcosano

Andrea Marcosano

Riceviamo e pubblichiamo – Fateci caso: in ogni intervista sulla manovra economica varata dal governo Monti, tutti i dirigenti del Pd, a cominciare da Bersani, fanno sempre una premessa, sempre la stessa, che tradisce imbarazzo più che senso di responsabilità, e suona più o meno così: “Se l’Italia è arrivata sull’orlo del precipizio, la colpa è del governo Berlusconi”.

Niente di più falso. All’origine della crisi c’è l’elevato debito pubblico dell’Italia, pari a quasi il 120 per cento del Pil, considerato dai mercati e dalla speculazione troppo alto per garantire i titoli emessi. E questo debito il governo Berlusconi non lo ha certo creato, bensì ereditato dai governi del passato.

Soprattutto da quei governi consociativi e catto-comunisti che hanno dominato la scena tra il 1980 e il 1992, si ispiravano alla politica del deficit spending (in auge nel Pci di allora e in seguito anche tra i suoi eredi, Pd compreso), governi che in 12 anni portarono il debito pubblico italiano dal 60 al 120 per cento del pil.

E’ alla spesa facile di quegli anni che si deve una vera e propria esplosione di alcuni capitoli della spesa pubblica: la scuola trasformata in ammortizzatore sociale per mettere due maestre dove ne bastava una; la sanità usata dalle Regioni come un bancomat per le clientele; la previdenza per distribuire pensioni doppie e triple, vere e fasulle, giusto per fare qualche esempio. Il tutto con il contributo decisivo dei sindacati e dei loro patronati, che oggi hanno pure la faccia tosta di protestare e scioperare.

La verità è che il governo Berlusconi è stato il primo a praticare una seria politica di rientro dal debito pubblico, con una politica di rigore e con riforme coraggiose come quelle della scuola, della previdenza e del pubblico impiego.

Rigore e riforme che hanno avuto un ruolo importante nel mettere ordine nel bilancio dello Stato, che nonostante la forte crisi internazionale ha potuto registrare il migliore saldo primario tra i Paesi europei.

Un risultato che poteva essere ancora più lusinghiero se il governo Berlusconi non fosse stato rallentato nell’azione da mille ostacoli, come la fuoriuscita di Fini e dei suoi, le impuntature della Lega sulle province e sulle pensioni, i tradimenti di alcuni parlamentari, fino alla mancanza di qualsiasi contributo di idee da parte dell’opposizione, innamorata del proprio disfattismo cosmico.

Un disfattismo che sembra duro a morire, e purtroppo continua a vivere nelle bugie di Bersani e compagni.

Andrea Marcosano
Pdl Viterbo


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9 dicembre, 2011

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