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Tentato omicidio plurimo aggravato - Dopo l'interrogatorio, il gip ha disposto l'obbligo di permanenza a Civita Castellana

Dentro il bar con l’auto, l’arrestato esce dal carcere

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Gallese

Gallese

E’ uscito dal carcere L.P., il 30enne di Civita Castellana scagliatosi contro un bar di Gallese con la sua auto, giovedì pomeriggio.

Il giudice Francesco Rigato ha disposto, per l’uomo, l’obbligo di permanenza a Civita Castellana e il non avvicinamento al bar di Gallese. L.P. non potrà uscire di casa nelle ore serali, dalle 18 alle 7.

La decisione è arrivata dopo l’interrogatorio di garanzia di ieri mattina, svolto al carcere Mammagialla.

Assistito dal suo avvocato Remigio Sicilia, L.P. ha risposto per quasi un’ora alle domande del gip. “Quando ha saputo di aver ferito due persone è rimasto malissimo – spiega il legale -. Non se lo aspettava… non si è praticamente reso conto di nulla, giovedì”.

Il bilancio, che è stato di due feriti, poteva essere ben più grave. Quell’auto impazzita, schizzata giovedì sera a tutta velocità dentro il caffè di via Garibaldi, avrebbe potuto fare una carneficina. Secondo i primi riscontri dei carabinieri, intervenuti subito dopo, L.P. aveva bevuto qualche birra di troppo. Quando ha iniziato a importunare le clienti del bar, il proprietario lo ha cacciato. “Aspettatemi qui, che torno tra poco…”, avrebbe risposto. E in effetti, qualche minuto più tardi era di nuovo lì, con la sua macchina entrata dentro il locale dopo aver fracassato la vetrina.

Una ricostruzione, quella dei militari, che L.P. ha integrato ieri mattina all’interrogatorio dal gip, al quale ha fornito la sua versione dei fatti. “Ero talmente ubriaco che non ho ricordi nitidi – avrebbe spiegato l’uomo -. Ma sono sicuro di essere stato picchiato, non saprei dire con precisione da chi… ho litigato col titolare e sono stato buttato fuori, ma prima qualcuno mi ha messo le mani addosso e, quando mi sono divincolato, sono scappato”. Un fatto che sarebbe confermato dalle numerose ecchimosi che L.P. si è ritrovato su varie parti del corpo e che anche il giudice ha notato.

La terribile idea che gli è venuta subito dopo di sfondare il bar con la macchina sarebbe stata un po’ frutto dell’alcool e un po’ del pestaggio subìto. Un’idea che gli è costata l’arresto con le accuse di tentato omicidio plurimo aggravato, danneggiamento continuato, minacce e percosse pluriaggravate, omissione di soccorso, guida sotto l’effetto di alcool.

Tre in tutto i feriti: una 40enne originaria di Magliano Sabina e il suo compagno, che hanno riportato lievi escoriazioni, e un 50enne con più di trenta giorni di prognosi, per una frattura a un piede. L’arrivo dell’auto li ha sbalzati contro i tavoli del locale. Ma L.P. dice di non essersene neppure accorto, stordito com’era dall’alcool. Lo ha saputo solo più tardi e se ne è detto dispiaciuto.

Il pm Franco Pacifici aveva chiesto la custodia cautelare in carcere. L’avvocato Sicilia, la misura dell’obbligo di permanenza a Civita, avanzando la tesi della legittima difesa putativa. Il gip l’ha accolta, disponendo la scarcerazione di L.P., ma senza risparmiargli dure parole di condanna per il suo gesto.


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18 dicembre, 2011

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