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Politica - L'ex ministro a Viterbo per presentare il suo libro

Giorgia Meloni ci crede

di Giuseppe Ferlicca
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Giorgia Meloni nella redazione di Tusciaweb

Giorgia Meloni

Mauro Rotelli

Giorgia Meloni- La platea

Giorgia Meloni

Giorgia Meloni con Usai

– La voce è di Giorgia Meloni, ma a parlare sono tanti giovani che non hanno perso la speranza, lottano, ottengono risultati, danno un senso alla loro vita e a quella degli altri.

Sono tutti nel libro scritto dall’ex ministro alla Gioventù “Noi crediamo” presentato ieri sera a Viterbo in una discoteca, con circa duecento presenti. In pista Giorgia Meloni e le parole a segnare il tempo. Contemporaneo, come sono i personaggi che lei presenta, a parte Mameli (fotogalery * video).

Da Federica Pellegrino, una fuoriclasse che sa cosa voglia dire essere una donna con il terrore di deludere chi ti sta accanto. C’è Alessandro, morto in Afghanistan, per ricordare attraverso lui tutti quelli che hanno combattuto pagando il prezzo più alto, Paolo Colli, fondatore di Fare Verde. Ma c’è anche spazio per raccontare di se, della sua passione per il rugby, ad esempio: “Sport – dice l’ex ministro – che è una metafora della vita”.

O di quando sua madre rimase incinta di lei, mentre stava divorziando e di come l’avessero convinta ad abortire, ma il giorno in cui andò a fare le analisi entrò in un bar a telefonare e al termine della chiamata si fermò a pensare, poi ordinò un cappuccino e un cornetto. Avrebbe dovuto fare gli esami da digiuna, aveva preso una decisione.

“Se oggi sto qua – scherza la Meloni – è per quel cornetto e per quel cappuccino”.

Da ministro della Gioventù, ricorda il lavoro svolto, quel lavoro che all’ultimo consiglio dei ministri, quando fuori la folla gridava contro l’esecutivo, la convinse a uscire come sempre a piedi e non da un’uscita secondaria.

“Ho lavorato tanto, onestamente, di cose ne abbiamo realizzate molte, quando si opera così, è giusto non nascondersi e camminare a testa alta”.

Tra i presenti c’è Paolo Bianchini. “Sta facendo in Provincia quello che io ho fatto al Governo”.

Non si nasconde, errori il governo Berlusconi ne ha fatti. “Tuttavia – spiega la Meloni – la manovra Monti è deludente. Il 75% sono tasse, non servivano tecnici per farlo. Noi avremmo avuto anche dei limiti, ma eravamo capaci di farla così. Abbiamo evitato finché possibile di aumentare le tasse.

Mi chiedo come sia possibile istituire un fondo di garanzia per le banche e poi non pretendere un limite ai dividendi e ai compensi dei manager. E se qualche miglioria c’è stata, è venuta proprio da noi”.

Di un aspetto su tutti va particolarmente fiera. “Sono delusa per com’è andata a finire, ma il nostro è stato tra i governi d’Italia quello che ha ottenuto i risultati migliori contro la mafia, confiscando beni che abbiamo consegnati ai giovani che s’impegnano per contrastarla”.

Giuseppe Ferlicca


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20 dicembre, 2011

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