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Operazione Nemesi - Guardia di Finanza - Recuperati migliaia di vasi contraffatti

Reperti archeologici falsi, arrestato tarquiniese

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Gli arrestati dalla guardia di finanza

Gli arrestati dalla guardia di finanza

Un'immagine della conferenza stampa

Un'immagine della conferenza stampa

Alcuni dei reperti sequestrati

Alcuni dei reperti sequestrati

– Invecchiavano falsi reperti archeologici, arrestati.

Nelle prime ore di questa mattina i militari del comando provinciale della guardia di finanza di Roma hanno arrestato sette persone nell’ambito dell’operazione Nemesi.

Gli uomini delle fiamme gialle hanno eseguito una ventina di perquisizioni nei confronti degli appartenenti a una banda che operava nelle province di Roma, Latina e Viterbo, dedita alla truffa e alla contraffazione di manufatti archeologici.

Gli arrestati sono: il tarquiniese Massimo Bordo, Mariano Capomaggi, Edoardo David, Massimo Monaco, Massimiliano Congiu, Enrico Corradi ed Enrico Diomedi.

Nella rete della banda dei  falsari sarebbero caduti numerosi collezionisti, tra cui un nobile romano, che avrebbe pagato per le false opere 600mila euro e dalla cui denuncia sono scattate le indagini, condotte dai finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Roma (gruppo Tutela patrimonio archeologico) e coordinate dai sostituti Ciardi e Minisci della procura della Repubblica capitolina.

L’uomo, spinto dal desiderio di ampliare la propria collezione privata e avendo progettato di creare un museo della sua nobile famiglia, sarebbe caduto nella trappola dell’organizzazione che, in più riprese, gli avrebbe ceduto ben trecento reperti archeologici abilmente contraffatti, costituiti principalmente da riproduzioni di grandi vasi etruschi.

La vittima, dal marzo 2009 all’aprile 2010 avrebbe pagato alla banda di presunti falsari circa 600mila euro, oltre ad aver consegnato beni di valore , tra cui mobili d’antiquariato e gioielli, come permuta per l’acquisto delle opere contraffatte, per un valore complessivo superiore al milione di euro.

Dalle indagini è emerso che il collezionista avrebbe anche subito ai primi del 2010 una rapina in casa, durante la quale sarebbe stato immobilizzato e colpito ripetutamente al volto e al corpo con pugni e testate, nonché minacciato di morte. Nel mirino dei  falsari c’era un pezzo pregiato della raccolta privata del collezionista: un’anfora attica con immagini nere raffiguranti la vestizione di Achille. Pezzo che, nonostante pressanti richieste, la vittima non era però intenzionato a cedere o scambiare con altri reperti.

Il sodalizio, capeggiato da Edoardo David, come accertato dalle fiamme gialle di Roma, era in grado di irretire i malcapitati acquirenti attraverso un modus operandi curato nei minimi dettagli.

I membri dell’organizzazione, infatti, si spacciavano per curatori di musei e presentavano alla vittima falsi proprietari di collezioni familiari da cedere dietro pagamento di lauti corrispettivi. Tra loro anche un antiquario di Aprilia (Lt), Enrico Corradi, che, sempre secondo la finanza, si spacciava per il curatore del museo locale e presidente dell’Archeoclub, nonché un ex pugile.

Ingegnose erano anche le tecniche di contraffazione dei reperti, che venivano invecchiati attraverso l’irradiazione all’interno di macchinari ospedalieri nella disponibilità di uno degli arrestati, Enrico Diomedi, di professione infermiere.

Gli arrestati Edoardo David, Massimo Monaco, Mariano Capomaggi, Enrico Corradi, Enrico Diomedi, Massimiliano Congiu e Massimo Bordo – di cui i primi tre trasferiti al carcere di Regina Coeli e gli altri quattro agli arresti domiciliari – dovranno rispondere dei gravi reati di associazione a delinquere, rapina aggravata, contraffazione di opere d’arte, truffa e lesioni personali aggravate.

Altri sette soggetti sono invece indagati per avere prodotto e messo in commercio i manufatti falsi.

Nel corso delle operazioni di oggi sono state ritrovate a David oltre duemila opere originali di interesse archeologico, mentre a Tarquinia a Bordo sono stati sequestrati oltre tremila manufatti ceramici falsi pronti alla commercializzazione.

E’ stata anche accertata la tecnica usata  da Bordo per la produzione dei manufatti, che prevede l’inserimento di polveri provenienti dalla macinazione di frammenti ceramici autentici nell’impasto utilizzato nella produzione di opere moderne.

Sono tuttora in corso accertamenti volti ad individuare altre vittime ignare delle truffe nonché i fiancheggiatori dell’organizzazione.


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13 dicembre, 2011

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