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Casta - Il segretario comunale Alvaro Ricci tira le orecchie a Sposetti & c.

Vitalizi regionali scandalosi, il Pd non può continuare a tacere

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Alvaro Ricci

Alvaro Ricci

Riceviamo e pubblichiamo – Non possiamo più tacere. Tanto meno può tacere il Partito democratico che pone a capo della sua azione politica i termini “equità e rigore”.

Quello che già succede alla Regione Lazio in tema di costi della politica è indecente e la Polverini, non soddisfatta, vuole aggiungerne altra con l’estensione dei vitalizi agli assessori esterni (Ti piace la Polverini?  Cliccami per votare).

Non so se tutti sanno che un consigliere regionale del Lazio percepisce lorde circa 15mila euro mensili e che a queste vanno aggiunte le spese per l’assunzione di un collaboratore esterno che mediamente grava sulle casse regionali per circa 4mila euro lorde al mese.

Insomma, a conti fatti, un consigliere regionale costa alla collettività laziale euro più euro meno 20mila mensili, 240mila euro annui.

Qualche informazione utile.

Il consiglio regionale ha istituito 20 commissioni consiliari permanenti alle quali fanno testa un presidente e due vice presidenti. Facile il conto: 60 tra presidenti e vicepresidenti, ai quali vanno ad aggiungersi il presidente del consiglio regionale, due vice presidenti e l’ufficio di presidenza.

Se si considera che i consiglieri sono settanta in tutto, non riescono neanche a ricoprire tutti gli incarichi; infatti qualcuno è costretto, pagando ovviamente, a fare gli straordinari e a ricoprine più di uno.

Tralascio per amor di patria le dotazioni dei gruppi consiliari.

Bisogna dire, con altrettanta franchezza, che si è arrivati a questo punto con la compiacenza di tutti i partiti. Ma non è forse il caso di dire basta?

Nel momento in cui si fa calare sulla generalità dei cittadini, e in particolare nuovamente sui lavoratori e pensionati, aggravi di imposte e tributi, diretti ed indiretti, nel mentre si chiede di ritardare, e in alcuni casi , di 5/6 anni, la quiescenza dopo oltre 40 anni di lavoro vero, solo per mettere in equilibrio entrate ed uscite, come fanno a pensare di ampliarsi ancora privilegi e prebende ?

Segno di una sfrontatezza che non ha il minimo senso del pudore. Uno scollamento totale dalla realtà.

Lontano da me qualsiasi tentazione populista; ma ridurre il numero dei consiglieri e relativi privilegi è nemmeno ipotizzabile?

E si può affermare il semplice principio per cui quella di consigliere regionale (come qualsiasi altra carica elettiva e/o di governo) è una funzione di servizio alla comunità, per la quale si ha diritto, per il periodo in cui la si esercita, a nulla di più che una sostanziale continuità di retribuzione, previdenza, assistenza nei modi e nei termini mediamente assicurati alla stragrande maggioranza dei cittadini normalmente occupati?

Una continuità che soddisfi certo autonomia e dignità al ruolo ed alla funzione, ma che non lasci dubbi sulle ragioni di aspirazioni politiche, se non quelle di pubblico interesse e senso civico.

Non c’è una ragione per andare oltre questo senso di sobrietà, se non l’arroganza.

Nel pieno di una crisi complicata e difficile, alla politica è chiesto un supplemento di autorevolezza e credibilità che viene prima di qualsiasi misura economica. Ciò è condizione perché sia accettata e condivisa.

Quella che viene dalla Regione Lazio va in tutt’altra direzione, purtroppo. Mi aspetto, soprattutto dalla mia parte politica, coerenza. E’ giunto il momento che non basta più dirle le cose, ma farle.

Alvaro Ricci

Segretario Unione comunale Pd Viterbo


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20 dicembre, 2011

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