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– Al posto dei fanghi, il cemento.
Forse meno indicato per i massaggi, ma certamente utile per mettere una bella pietra sopra a Viterbo città termale.
La scelta di delocalizzare la struttura turistico–ricettiva dalle Zitelle al Barco e realizzando non più un impianto, ma trecento appartamenti, fa saltare dalla sedia la minoranza in Comune.
Che ha bocciato in terza commissione la proposta, battendo la maggioranza. Ma la battaglia è appena cominciata. Perché quei 119mila metri cubi sono uno schiaffo al futuro sviluppo della città e l’operazione del centrodestra va contrastata.
Secondo Mauro Innocenzi (Sel) anche mobilitando i cittadini. “Portandoli – spiega – pure in consiglio se necessario. Al Barco non si deve costruire, è una zona agricola di pregio”. Anche perché i privati per decenni hanno tenuto in un cassetto il progetto, con tutte le autorizzazioni. Non facendo nulla.
Nel frattempo è scaduta anche la concessione mineraria trentennale e ora che il futuro aeroporto di Viterbo fa sì che il progetto sia non più compatibile, si chiede di spostare tutto al Barco e realizzare nuove abitazioni. Altro cemento.
“Quanto portato avanti dalla maggioranza – spiega Alvaro Ricci (Pd) – ovvero l’insediamento al Barco, contrasta con l’idea di sviluppo della città. Da tempo era nell’aria il progetto, poi c’è stata una forzatura dei tempi. Noi rispettiamo i privati, ma se esistono vincoli alle Zitelle, ci si sposti altrove.
Il Comune ha terreni alla Volpara, vicino al bacino termale Pagliano. Costruiscano lì, visto che la fiera a quanto pare non si farà”.
Niente case al Barco, che per Paolo Barbieri (Udc) bloccherebbero in modo definitivo anche la conclusione dei lavori al Semianello.
“Il consiglio comunale ha approvato due ordini del giorno per lo sviluppo termale di Viterbo – ricorda Maurizio Tofani (Udc) – dando mandato al sindaco di perseguire l’obiettivo, invece sta accadendo l’esatto contrario.
Se i privati vogliono delocalizzare lo facessero, ma con la stessa destinazione d’uso”.
Grida allo scandalo anche Roberto Talotta (Udc), mentre per Fabrizio Fersini (Pd), il centrodestra in Comune sta implodendo.
“L’esito del voto in commissione mette in evidenza come la coalizione si sfaldi quando si tratta di prendere scelte importanti per Viterbo.
Non riescono più a indicare un futuro per la città”.
Alle Zitelle per trent’anni non si è mosso nulla. Oggi si riparte, cambiando rotta. Dipende solo dall’aeroporto?
“I vincoli – osserva Ricci (Pd) – esistevano già nel 1983, quando è stata firmata la convenzione, per via dello scalo militare. Il Comune allora l’ha sottoscritta e oggi scopre che esistono problemi?”.
Giuseppe Ferlicca
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