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Viterbo - Più di 1200 a Belcolle nel 2010 - I dati della Ausl

Parti nella Tuscia, trend in crescita

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L'ospedale Belcolle

Riceviamo e pubblichiamo – I dati ufficiali in possesso della Ausl di Viterbo, per quanto riguarda i primi tre trimestri del 2011, sono abbastanza chiari: è in atto un trend di crescita di parti effettuati nelle unità operative di Ostetricia e ginecologia di Viterbo e Tarquinia.

Ecco i numeri: a Belcolle, da gennaio a settembre 2011, sono stati registrati 962 parti, con una previsione che dovrebbe attestarsi intorno alla cifra di 1280 parti annui, contro i 1206 del 2010; a Tarquinia, invece, si sono recate 313 mamme nei primi nove mesi dell’anno, con una proiezione che si dovrebbe attestare sui 420 parti, contro i 402 ufficiali del 2010.

Per quanto riguarda la provenienza delle donne che si sono affidate alle strutture aziendali, tendenzialmente vengono confermati tutti i dati del 2010 per quanto riguarda le residenti provenienti dai distretti sanitari, ad eccezione del distretto 5, in lieve diminuzione. Un dato interessante riguarda, poi, le partorienti provenienti da fuori provincia che si attestano intorno al 15% del totale. Quindi le Ostetricie della Ausl di Viterbo, in maniera significativa quella di Belcolle e ancora più notevole quella di Tarquinia, godono di fiducia anche fuori dei confini provinciali.

Per quanto concerne la mobilità passiva relativa al 2011, occorre precisare che i dati ufficiali potranno essere verificati solo nel corso del 2012, quando cioè l’Asp Lazio li trasmetterà alle singole aziende sanitarie. Nello specifico, essendo stato evidenziato da più organi di informazione locale la tendenza crescente da parte dei genitori nel rivolgersi presso l’ospedale Santa Maria Stella di Orvieto, i dati in possesso della Ausl di Viterbo citano 202 parti effettuati nel 2009 e 177 nel 2010.

Anche in questo caso si tratta di numeri costanti, che si ripetono da anni e che si riferiscono, in maggioranza, a mamme provenienti da paesi limitrofi al comprensorio di Orvieto: Castiglione in Teverina, Civitella d’Agliano, Bagnoregio e via dicendo.

La Ausl di Viterbo, quindi e sempre dati alla mano, invita a non diffondere presso la popolazione la sensazione di un esodo in corso da parte di future mamme verso strutture fuori provincia. È un messaggio che non risponde alla realtà dei fatti e che danneggia notevolmente l’operato di professionisti che, paradossalmente, proprio fuori provincia è giudicato in maniera egregia.

Basti pensare al riconoscimento di ospedale amico del bambino elargito da parte dell’Unicef al complesso ospedaliero di Belcolle, struttura che, tra l’altro e a differenza di altri presidi ospedalieri, è dotata della terapia intensiva neonatale, servizio che garantisce alle mamme e ai neonati un’adeguata assistenza in caso di complicazioni post parto.

Ausl di Viterbo


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9 gennaio, 2012

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