Riceviamo e pubblichiamo – La proposta di Renzo Trappolini di creare a Tarquinia, invece che a Viterbo, l’aeroporto che dovrà sostituire Ciampino, deve essere portata avanti con convinzione dalla classe politica viterbese.
E’ ormai evidente che Viterbo non potrà mai avere un aeroporto a servizio di Roma a causa della mancanza di collegamenti stradali e ferroviari adeguati e pertanto insistere su questa scelta non porterà da nessunna parte.
Naturalmente, questo non significa che le strade e le ferrovie del viterbese non debbano essere adeguate, ma un conto è adeguarle a un traffico pendolare (cosa doverosa) un conto è farlo per migliaia di passeggeri al giorno da/per l’aeroporto a servizio della capitale.
Tarquinia ha dalla sua una autostrada già esistente, una ferrovia (la Roma Genova) a doppio binario e con buone caratteristiche di velocità che permetterebbero di arrivare a Roma in cinquanta minuti, senza dover fare che interventi minimi (un raccordo ferroviario di pochi km).
Inoltre Tarquinia è vicinissima al porto di Civitavecchia, con cui può avere un importantissimo ruolo di sinergia, anche in funzione della riapertura della ferrovia Civitavecchia-Orte.
Perché allora insistere con Viterbo, dal momento che il previsto aeroporto dovrà guardare a Roma e al miglior modo di arrivarci.
Non è con logiche campanilistiche che si sviluppa la Tuscia, ma con rigorose analisi tecniche, che tengano conto del rapporto costi/benefici.
Gabriele Pillon
Comitato per la riapertura ferrovia Civitavecchia Orte
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