Riceviamo e pubblichiamo – Futuro e Libertà, o meglio i “finiani veri”, non parteciperanno a nessuna costituente della Destra né a Viterbo né altrove semplicemente perché sono con essa incompatibili.
Nonostante da qualche giorno si vociferi di un possibile brigare di persone e personaggi iscritti al Fli provinciale con esponenti della Destra in funzione di una fantomatica costituente (se sia vero o no lo ignoriamo anche perché non abbiamo letto smentite in tale senso da parte del coordinatore provinciale) il discorso è un altro.
Il percorso intrapreso da Fini e confermato nelle sue parole all’ultimo appuntamento di Pietrasanta, dove la parola Destra non è mai stata pronunciata nei suoi lunghi discorsi, rendono palese a tutti l’incompatibilità delle posizioni del presidente della Camera e dei finiani con il vecchio armamentario della destra oggi incarnato dal partito di Storace.
Per chi ancora non lo avesse capito, e ahimè sembrano essercene ancora tanti, l’andare oltre la destra e la sinistra affermato dal presidente della Camera all’inizio della “camminata nel deserto” incominciata da Fli all’indomani dalla cacciata dal Pdl, significa l’aprirsi a nuovi orizzonti per la politica italiana che nulla hanno a che vedere con i vecchi schematismi della prima repubblica e meno che mai con un ‘idea di ricostituire “un recinto” di destra e a destra.
Altrettanto evidente è come una prospettiva di così ampio respiro e che varca i confini anche dell’attuale movimento di Futuro e Libertà rivolgendosi alla società civile alle associazioni alle fondazioni eccetera seppur, lo comprendiamo, molto ambiziosa, mal si concilia con le velleità personali e le rivendicazioni di nostalgici dei tempi che furono, così come ci appaiono quelle della costituente lanciata dalla Destra e alla quale auguriamo un buon “ritorno al futuro” al più presto.
Del tutto opposta è la prospettiva di noi “finiani” rispetto a quella di chi afferma che “…a Viterbo dicono che quando c’era Alleanza Nazionale era tutta un’altra cosa” e che lancia appelli “…per costruire nuovamente quella destra distrutta da Gianfranco Fini e tanto rimpianta dai nostri connazionali…”
Ed è per questo che il 2 aprile noi non ci saremo semplicemente perché quel progetto non ci riguarda perché non ci sentiamo vittime di nessuna diaspora perché la nostra terra natale è il futuro.
Ciò detto è evidente che se qualcuno anche in Fli (non smentendo quanto sostenuto dalla Destra in merito a possibili avvicinamenti fra le parti) ha pensato di “fare il furbo” pensando al proprio interesse particolare in prospettiva futura, sappia che ci saremo sempre noi a difendere quei valori, quei progetti e quei programmi che insieme al presidente Fini abbiamo condiviso sottoscrivendo il nostro “Manifesto per l’Italia”.
A chi lancia appelli al passato rispondiamo: sapreste guardare al futuro con nostalgia? Noi futuristi no e questa è la nostra forza.
Giacomo Barelli
Responsabile Giustizia Fli Viterbo
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