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Calcio - Intervista - Piero Camilli risponde all'appello dei tifosi gialloblù e si dice pronto a vagliare proposte per acquisire la società

“La Viterbese? Certo che mi interessa!”

di Francesca Buzzi

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Piero Camilli

Piero Camilli

“La Viterbese? Certo che mi interessa!”.

Piero Camilli, l’imprenditore e politico di Grotte di Castro che tutti i tifosi gialloblù vorrebbero alla guida della squadra dopo il passo indietro di Giuseppe Fiaschetti, sembra intenzionato ad accontentarli o, almeno, a valutare le eventuali proposte.

“Mettiamo in chiaro una cosa – precisa Camilli -: prendere in mano una società del genere è come comprare una macchina usata. Prima è necessario portarla dal meccanico e rendersi conto delle condizioni nelle quali si trova. Dall’esterno non posso valutare le reali condizioni societarie. A fine campionato si vedrà“.

Piero Camilli, attualmente presidente del Grosseto Calcio che naviga a metà classifica in serie B, chiede tempo, ma non troppo.

“Il presidente di una squadra di calcio non si cambia dall’oggi al domani – continua Camilli -. Ormai la Viterbese sta facendo il suo campionato e non manca poi molto al termine. Subito dopo si prenderanno in considerazione le proposte, se ci saranno. Giugno potrebbe già essere il mese giusto“.

Certo è che Camilli è abituato al calcio a ben altri livelli rispetto a quelli in cui si trova ora la Viterbese.

“I Gialloblù stanno facendo una stagione che fa quasi sorridere – aggiunge -. Per carità capisco le difficoltà che possano aver incontrato economicamente Fiaschetti e gli altri, ma non so se ci rendiamo conto che io dieci anni fa ho vinto la Coppa Italia con il Grotte di Castro, che è un paese di duemila anime, e che invece la Viterbese ancora non si sa se riuscirà ad arrivare in finale…”

Stesso parere per quanto riguarda il campionato. “La Viterbese sta in un girone di serie D – continua Camilli – e questo dice già tutto. La serie D la fanno le squadre davvero piccole. Nel girone dei Gialloblù c’è il Pierantonio, una borgata, o il Trestina, e sottolineo il Trestina non la Triestina, non so se mi spiego… Per non contare poi che è anche finita nel girone più “facile”. Nell’altro (il girone F ndr) ci sono l’Ancona, il Teramo, e probabilmente avrebbe avuto ancora più problemi”.

Questo, del resto, è quello che è già sotto gli occhi di tutti. Più delicata, invece, la questione prettamente economica e societaria. “Non posso valutare una società senza avere i conti alla mano – dice Camilli -. Posso immaginare che Fiaschetti ci abbia investito un sacco di soldi e non metto in dubbio che gli vada dato il merito di essersi preso questo impegno. Ora, da quello che si dice sembra che il bilancio, dopo la gestione sua e del resto del gruppo, sia di nuovo in pareggio. Se è così e se mi verranno fatte proposte soddisfacenti potrei anche decidere di prenderla la Viterbese. A me la Viterbese interessa, senz’altro”.

E proprio per quanto riguarda l’ex presidente Giuseppe Fiaschetti, Piero Camilli conferma di non aver mai avuto contatti con lui. “Non ci siamo mai conosciuti – dichiara -. Non ci siamo chiamati, non abbiamo rapporti. Ora se lui, o chi per lui, vorrà contattarmi per propormi qualcosa io sono qui ma, ripeto, non si cambia presidente a una squadra da un giorno all’altro, quindi possiamo benissimo aspettare la fine del campionato”.

Nessun rapporto, infine, nemmeno con il sindaco Giulio Marini. “Marini lo conosco – conclude Camilli -. E’ logico che lo conosco. Come viterbese, come politico. Abbiamo un buon rapporto. Ma questo non c’entra assolutamente nulla con la Viterbese e con il calcio. Lo sport è un’altra cosa e se io deciderò di prendere la società Gialloblù non saranno i miei rapporti con Marini a influenzare la scelta”.

Francesca Buzzi


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13 marzo, 2012

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