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Viterbo - L'Avis ricorda che si deve utilizzare sempre il centro trasfusionale dell’ospedale di Belcolle

Sangue, le donazioni non possono essere “dedicate”

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L'ospedale di Belcolle

L'ospedale di Belcolle

Riceviamo e pubblichiamo – La sezione dell’Avis di Viterbo, intervenendo a seguito di un appello lanciato ieri per far fronte alla necessità di sangue del signor Mario Ranucci attualmente ricoverato al Policlinico Gemelli, interviene con un invito rivolto alla popolazione.

Così come evidenziato in una nota del 28 novembre 2011, a firma del direttore del centro regionale di sangue, Maria Cristina Martorana e del referente per le attività di donazione di sangue e compensazione del centro stesso, Carla Cargiulo, la donazione dedicata da parte dei familiari di pazienti ospedalizzati o di privati cittadini “è una procedura in contrasto con la normativa vigente regionale, nazionale ed europea”.

“Questo in quanto – prosegue la nota – il Dpca U0092 del 2010, attraverso il centro regionale sangue, ha come obiettivo il raggiungimento dell’autosufficienza regionale tramite un incremento di donatori volontari, periodici e non remunerati, oltre il controllo dell’utilizzo appropriato degli emocomponenti e lo sviluppo di applicazioni di metodiche alternative alla trasfusione”.

“Pertanto – si conclude nel documento – deve essere fatto assoluto divieto a tutto il personale operante presso i servizi immunotrasfusionali e le unità operative sia mediche che chirurgiche di incrementare, in qualsiasi forma, la donazione dedicata di qualunque emocomponente che può, giustamente, essere percepita come vessatoria da parte dei pazienti, bensì promuovere la donazione volontaria, periodica e non remunerata attraverso l’ausilio delle associazioni e federazioni donatori di sangue presenti sul territorio regionale”.

L’Avis di Viterbo ricorda che, per la copertura di sangue necessario a qualsiasi malato ricoverato negli ospedali della regione Lazio e non, occorre sempre avvalersi dei canali istituzionali, il centro trasfusionale e l’Avis stessa, i quali, nei casi di necessità come quello segnalato, si interfacciano direttamente con il centro di riferimento regionale del sangue. Costringere i cittadini a lunghi tragitti in macchina dopo aver effettuato una donazione, tra l’altro e come purtroppo è già avvenuto in passato, espone gli stessi a concreti pericoli per la loro salute e per quella degli altri.

Nel caso specifico, inoltre, il sangue necessario al signor Mario Ranucci è disponibile presso il Centro trasfusionale della Ausl di Viterbo che sarà consegnato nei modi previsti per legge. Tutti coloro che volessero, comunque, rispondere all’appello lanciato ieri possono sempre recarsi al centro trasfusionale dell’ospedale di Belcolle, servizio aperto al pubblico tutte le mattine, dalle 8 alle 11.

Asl Viterbo


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21 marzo, 2012

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