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Calcio - Intervista - E vola a Londra con la delegazione della squadra olimpica italiana

Viterbese, Fiaschetti lascia la presidenza

di Francesca Buzzi
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Giuseppe Fiaschetti

– Ha le valigie pronte per Londra. “Partirò con la delegazione della squadra olimpica italiana e nella capitale britannica costruirò “Casa Italia” per i giochi” afferma. Per questo, e per altri motivi, lascia la presidenza della Viterbese Calcio.

Giuseppe Fiaschetti, dopo due anni di guida della squadra, ripercorre la sua avventura e spiega la decisione di abbandonare il timone gialloblù.

Come e perché ha deciso di comprare la Viterbese?
“Intanto è necessario mettere in chiaro che io non ha mai acquistato la Viterbese. Due anni fa un gruppo di persone, tra le quali l’ex allenatore Puccica, mi hanno proposto di partecipare a questo progetto. Io ho accettato e sono diventato il maggiore sponsor dei tanti che ci sono dentro. Poi alcuni di questi hanno lasciato e io diciamo che sono rimasto “con il cerino in mano” come si suol dire…”.

In questi due anni però le cose non sono mai andate benissimo perché non ha lasciato prima la Viterbese?
“Perché mi dispiaceva. Pur lavorando fuori, a Roma, Milano e in gran parte del mondo, sono di origini viterbesi. Mi piaceva quindi l’idea di fondo dalla quale eravamo partiti. Ovvero che la squadra della città tornasse in mano ai viterbesi. Ho fatto il possibile, quindi, affinché le cose andassero bene. L’ho fatto con passione perché amo il calcio e lo seguo da sempre. Da giovane giocavo anche. Però il mio lavoro è un altro e in questo momento particolare credo sia ora che io faccia un passo indietro. Per questo lascio la presidenza”.

Quanto ha speso con la Viterbese?
“Abbastanza. Non saprei dire una cifra precisa, ma credo che tra me e i miei amici in tutto avremo investito più di un milione e mezzo di euro. Credo intorno al milione e 700mila euro all’incirca. In due anni siamo riusciti a ripianare 2 milioni di euro della società che era fallita”.

E quanto invece ha “guadagnato”?
“Guadagnato assolutamente niente. Nessuno guadagna niente in un “affare” del genere. Io guadagno con il mio lavoro, che è un’altra cosa. Ognuno ha le sue passioni e io sono appassionato di calcio. Non mi sembra una cosa così strana investire soldi, magari anche buttandoli in un certo senso, per fare quello che piace. E poi, nonostante gli scarsi risultati della squadra principale, credo che questa società sia riuscita ad ottenere degli ottimi successi dal punto di vista del bilancio economico e del settore giovanile”.

Giuseppe Fiaschetti quindi non sarà più il presidente della Viterbese Calcio. Rimarrà comunque nella vicino alla società in qualche modo? O se ne va?
“Continuerò a essere uno degli sponsor principali di questa società. Non ricoprirò però più la figura di presidente. Del resto io non ho mai fatto il padre padrone della squadra. Le decisioni le abbiamo sempre prese di comune accordo con gli altri”.

I pareri del sindaco Marini quanto contano sulla conduzione della società e della squadra? E lei che rapporti ha con lui?
“Marini non dà pareri e non decide proprio niente. I suoi pareri contano zero. Le decisioni sono prese dalla società. Per quanto riguarda i miei rapporti con il sindaco posso dire che è una persona che conosco e che stimo come tante altre che ho conosciuto in questa avventura della Viterbese. Giulio Marini è certamente il primo tifoso, in tutti i sensi, perché è il primo cittadino ma anche perché tiene particolarmente alla squadra, ma non decide niente a livello organizzativo né economico né tecnico-sportivo. Anche perché il Comune non ha neanche la proprietà dello stadio, che è della Regione. Quindi né Palazzo dei Priori né Marini hanno poteri decisionali in merito”.

La Viterbese quest’anno era partita con l’intenzione di fare un ottimo campionato. Sono stati spesi molti soldi e allo stesso tempo sono stati fatti anche tanti errori. Come è possibile?
“Gli sbagli purtroppo si fanno, li fanno tutti. Il calcio poi non è una scienza esatta. Ci sono squadre in serie A che hanno speso il doppio di altre per i giocatori e poi magari perdono 3 a 0 con formazioni meno importanti e meno costose. Noi sicuramente abbiamo fatto degli errori. Intanto siamo partiti con un allenatore sbagliato (Sergio ndr) che infatti è stato cambiato subito, dopo appena una giornata di campionato. Conticchio, invece, il suo sostituito ed attuale mister della Viterbese, credo sia l’uomo giusto. E’ una brava persona oltre ad essere un bravo allenatore”.

Perché a novembre scorso è stato deciso di sostituire il direttore sportivo Canovi con Manfra?
“All’inizio avevano creduto in Canovi e in tutto il gruppo che gli stava dietro. I Canovi hanno una tradizione sportiva di lungo corso e pensavamo di poter fare grandi cose, ma non ci siamo riusciti. Quindi abbiamo deciso che era arrivato il momento di cambiare. Con Manfra è stato subito tutto diverso. E’ cambiata l’organizzazione sportiva e con il calciomercato di fine dicembre abbiamo dato un assetto nuovo alla squadra. Per vedere i risultati veri ci vogliono dei mesi. Qualcosa credo si stiamo muovendo ma ci vuole pazienza”.

E proprio a proposito di giocatori. Quanti stipendi arretrati devono prendere i giocatori?
“I pagamenti dei giocatori sono indietro di un solo mese. L’ultimo stipendio pagato si riferisce a dicembre. Ma la squadra è del tutto allineata e serena. Non ci sono ritardi di mensilità come si vocifera. Questo non è affatto vero”.

Quale è stato il rapporto con la tifoseria gialloblù? C’è stato un periodo in cui eravate in continuo silenzio stampa, perché?
“Il rapporto con la tifoseria non è mai stato ottimo. Ma il perché non me lo so spiegare nemmeno io. I tifosi vorrebbero dei risultati, li capisco. Si ricordano dei tempi in cui la Viterbese era a livelli più alti, quasi a un passo dalla serie B, e questa serie D gli sta stretta. Per formare una squadra però ci vuole tempo. Noi abbiamo avviato un percorso che credo porti lontano, in particolare puntando sulle giovanili. Ci vuole tempo. E pazienza. Il silenzio stampa era motivato da un momento particolarmente critico per la squadra. Non ce l’avevamo certo con i tifosi”.

E com’è invece il suo rapporto con la città e con il mondo economico viterbese?
“Il mio rapporto è buono con le persone che conosco. Come ripeto lavoro fuori Viterbo e anche all’estero, quindi non ho così tanti agganci qui. Come ho già detto io sono viterbese di origini e anche per questo ho provato a investire nella squadra. La verità è che sarebbe bello se la Viterbese fosse dei viterbesi e invece l’economia locale da quello che vedo io non ne è affatto interessata”.

Perché non era allo stadio alle ultime partite?
“Per lo stesso motivo per il quale ho deciso di fare un passo indietro. Ero impegnato per lavoro. A breve partirò per Londra con la delegazione della squadra olimpica italiana e costruirò la “Casa Italia” per le Olimpiadi. Non sono più in grado di seguire la Viterbese come meriterebbe”.

Prima di andarsene cosa si sente di dire alla città e ai tifosi?
“Ai tifosi mi sento di dire di stare più vicini alla società. Fare solo critiche non serve a niente. Serve invece più pazienza di aspettare i risultati. Io ho fatto il possibile. Mi dispiace che i tifosi forse non mi hanno capito, ma ripeto che in questi due anni di presidenza ho provato a fare il meglio investendo soldi per una passione che ho fin da quando sono giovane”.

Un bilancio della sua gestione?
“La Viterbese non è ad ottimi livelli in questo momento, non possiamo girarci intorno. Ma credo che in questi due anni sia stato fatto un ottimo lavoro. Sono contento e orgoglioso dei risultati ottenuti con le giovanili. Le squadre degli Allievi e dei Giovanissimi stanno facendo dei campionati con risultati fantastici, al terzo posto in classifica dopo Lazio e Roma. A Viterbo circa 3/400 ragazzini hanno ripreso a giocare a calcio nelle giovanili della città invece di andare fuori zona come si faceva fino a qualche anno fa. Calciatori come Zagarella e Fapperdue, usciti proprio dai settori giovanili, giocano ora con la prima squadra. Questi credo siano delle grandi soddisfazioni che porteranno frutti anche in futuro. E poi, dulcis in fundo, non ci dimentichiamo che il bilancio della società è stato riportato in pareggio”.

Chi ricoprirà il ruolo di presidente da domani?
“Si valuteranno le varie proposte che ci saranno per affidare l’incarico di presidente a qualcun altro. Intanto le decisioni saranno prese dai due vicepresidenti, Carlo Graziani e Guido Maccio, e dal resto del gruppo che ha guidato la Viterbese fino ad oggi, tra le quali ci sono anche io perché, come ripeto, io faccio solo un passo indietro”.

La Viterbese ha già degli acquirenti pronti a comprarla?
“Ci sono due o tre società romane interessate a entrare in trattativa. La Viterbese è una squadra appetibile per gli imprenditori della capitale. La distanza è poca, gli abitanti sono di un certo numero e lo stadio è in ottime condizioni. Ciò che mi sento di dire io, dal mio punto di vista, è che in un periodo come questo è necessario che chi si prende una responsabilità del genere abbia intenzione di occuparsi solo di calcio e non anche di altro. La formula migliore poi penso sia quella di un gruppo di persone insieme. Non credo esista più qualcuno che abbia la possibilità di gestire da solo una squadra”.

Molti tifosi auspicano l’arrivo di Camilli. Ci sono trattative in corso? Cosa pensa lei personalmente di Camilli?
“Camilli non l’ho mai visto, non ci ho mai parlato al telefono e soprattutto non c’è nessuna trattativa in corso per un eventuale suo ingresso nella società della Viterbese. Cosa penso di lui? Sicuramente che sa fare il suo mestiere e che con il Grosseto ha raggiunto degli ottimi risultati che gli danno merito e gli fanno onore. Ma, ribadisco, io non ho mai avuto contatti con lui. Non lo conosco e quindi non so cosa dire di più su di lui. Non mi ha mai telefonato”.

Francesca Buzzi


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11 marzo, 2012

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