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Consiglio comunale - Ricci (Pd) interroga Marini sull'iniziativa che porterà fino a 3000 nuovi posti di lavoro in riva al mare

120 milioni di euro per le terme… di Civitavecchia

di Giuseppe Ferlicca

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Il consiglio comunale

– Finalmente le terme più grandi d’Italia.

Centoventi milioni di euro in investimenti, albergo da 370 stanze in un complesso di 270 ettari a basso impatto ambientale e lavoro per 1500 persone che potrebbero salire fino a tremila con l’indotto.

A Viterbo? No, a Civitavecchia. In riva al mare l’impianto, da noi il pianto. Qui di sviluppo termale si parla, laggiù si sta passando ai fatti, con la firma di un protocollo d’intesa tra un’impresa privata e il Comune, benedetta dal presidente della Regione Renata Polverini, per riqualificare le terme di Traiano.

A Viterbo le ex terme Inps al momento sono lì che aspettano. Alvaro Ricci, vice capogruppo Pd lo ha fatto notare ieri in consiglio comunale. Chiedendo lumi all’assessore Fattorini e al sindaco Marini.

Perché da quelle parti il primo cittadino si sta muovendo. “Posso capire – ci scherza Ricci – che non vogliamo fare nulla qui per non dare un dispiacere a Moscherini. Battute a parte, quanto sta avvenendo da quelle parti è la prova che si può ripartire con progetti importanti”.

Secondo l’esponente democratico non c’è molto da ridere. “Una notizia simile fa capire come il comune di Viterbo stia perdendo l’ennesima occasione, dopo la fiera, l’aeroporto e tutto il resto.

Il termalismo è in crisi? Eppure a cinquanta chilometri da noi c’è chi è pronto a dare vita a un grande progetto e a Viterbo stiamo aspettando che la Sovrintendenza ci dia un parere sulla presenza di reperti al Barco e per le ex terme Inps manca la sentenza del giudice per chiudere il contenzioso tra Comune e Regione. Per risparmiare duemila euro stanno passando mesi”.

Avremmo anche noi un impianto da recuperare. E non solo quello. “Ma non dimentichiamoci – conclude Ricci – che se alle ex terme Inps non ci riportiamo l’acqua, con quella struttura poco ci si riesce a fare”. Rimane uno stabile fatiscente e tutt’intorno la desolazione.

Giuseppe Ferlicca


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25 aprile, 2012

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