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Lettere - Viterbo - Giuseppina Del Signore scrive all'assessore Enrico Maria Contardo

Ma a Viterbo la cultura dov’è?

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Il vicesindaco Enrico Maria Contardo

Enrico Maria Contardo

Riceviamo e pubblichiamo – Caro assessore alla Cultura,

vorrei portare alla sua attenzione alcuni fatti che certamente anche lei avrà notato ma che mi sembra urgente sottolineare.

Se fino ad alcuni anni fa a Viterbo la cultura, intesa come musica, teatro, arte, asssociazioni culturali operanti sul territorio impegnate a promuovere, ma soprattutto a fare cultura, trovava ancora qualche spazio per poter portare alla cittadinanza la sua offerta, oggi non solo non riceve fondi sufficienti alla sopravvivenza, ma non trova più neanche gli spazi fisici dove poter operare.

Sintetizzando al massimo, gentile assessore, la situazione attuale è la seguente:

– Il teatro dell’Unione è chiuso dal 2010, dopo due bandi e la dichiarazione del sindaco Marini che per la fine del 2011 i lavori sarebbero iniziati. Purtroppo nulla si è ancora mosso.

– Il teatro San Leonardo è stato chiuso lo scorso anno dalla Curia che non ha alcuna intenzione di ristrutturarlo e renderlo nuovamente disponibile.

– L’ex tribunale a piazza Fontana Grande, abbandonato e quasi totalmente inagibile, ormai non ospita più che mercatini dell’usato.

La chiesa di San Tommaso, che pure è uno spazio comunale, da più di un anno ospita la mostra sul progetto di ricerca della tomba di Papa Alessandro VI ed è quasi sempre chiusa, in compenso non può essere utilizzata da altre realtà culturali della città.

– Il cinema Teatro Trieste, cinema di quartiere e importante realtà culturale per molti cittadini, da pochi giorni ha chiuso i battenti per volere della Curia.

– Il cinema Azzurro è chiuso, insieme al Metropolitan, al Lux e al cinema Corso e così, per vedere un film, i cittadini di Viterbo devono per forza avere un’auto e andare a Vitorchiano.

E, infine, corre voce che anche il cinema Teatro del Genio, ultimo in centro, chiuderà presto per lavori di ristrutturazione. Lascio a lei le considerazioni sul caso.

E allora, caro assessore, oggi cosa abbiamo noi cittadini dalla città capoluogo di Provincia, in termini di offerta culturale? Saltuariamente qualche concerto, poche occasioni di avvicinamento al teatro e alla musica, in spazi assolutamente inadeguati e provvisori, e pochissime occasioni per mostre d’arte. Perché vede assessore, non è solo questione di fruire di spettacoli e mostre ma soprattutto di fare arte, musica e teatro. Mi sono fatta l’idea, ma spero proprio di essere in errore, che il sentire comune in questa città sia che crescere culturalmente sia inutile per l’economia cittadina.

Non è vero! È stato dimostrato che crescita culturale significa anche crescita economica.

Faccio un esempio che conosco, quello della città spagnola di Bilbao, capitale della regione basca, che ha saputo superare la crisi industriale trasformandosi in città d’arte e meta di turismo internazionale semplicemente puntando tutto sull’arte e investendo su un’opera: il museo Guggenheim Bilbao, progettato dal canadese Frank Gehry, che ha cambiato il volto e le sorti di una città al collasso economico trasformandola, in pochi anni, in un gioiello urbano in cui si fondono in armonia l’antico, il moderno post industriale ed il contemporaneo.

Un appuntamento irrinunciabile per chi visita la Spagna. Dunque in questo caso, crescita culturale ha significato crescita economica, perché cultura ed economia sono sinergiche e funzionali l’una all’altra e mai nemiche! Ma questo è evidente solo a coloro che sanno guardare oltre il loro particolare, oltre l’azione che porta vantaggio immediato e che pianificano un futuro per la loro città.

Non vale, evidentemente, per la classe politica locale impegnata solo in azioni volte a raccogliere voti per l’oggi o per quella imprenditoriale impegnata a raccogliere soldi con speculazioni a breve termine e la cui filosofia spicciola è sintetizzata nella celebre massima: “la cultura nun se magna!”. A costoro del futuro di questa città non importa gran che. E si illudono se credono che sia sufficiente, allo sviluppo economico/culturale di Viterbo, il fatto, pure molto importante, che la Macchina di Santa Rosa sia stata dichiarata patrimonio dell’umanità.

Non basterà, si devono creare le condizioni per avere un turismo di qualità tutto l’anno e non solo nella prima settimana di settembre. Non sembra che l’amministrazione di questa città comprenda l’importanza di tutto questo. I fatti, almeno, ci dicono il contrario e allora, caro assessore, le scrivo perché voglio far sentire la mia voce, perché io non penso che la cosa non mi riguardi ed infine perché mi illudo che questo possa suscitare in altri cittadini il desiderio di far sentire la propria voce!

Cordiali saluti

Giuseppina Del Signore
Cittadina di Viterbo


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15 aprile, 2012

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