![]() Ausonio Zappa |
Riceviamo e pubblichiamo – Ausonio Zappa è stato, come tutti i geni, un illuminato precursore dei tempi.
L’idea di fondare a Viterbo l’Abav, Accademia di Belle arti Viterbo, e riempirla di giovani, futuri, talentuosi artisti lo aveva da sempre accompagnato e galvanizzato.
Ricordo che tutto avvenne a metà degli anni settanta. Anni di turbolenze e rinnovamento della società.
Fu allora che come in una sorta di Rinascimento moderno, Zappa ebbe l’intuizione che cambiò l’anima dell’aristocratica capitale della Tuscia.
Con grande coraggio scelse quale sede del nascituro complesso il grande convento della Quercia, a Viterbo. E diede vita all’Accademia.
Un luogo dove ogni forma d’arte prende vita attraverso le botteghe. Dove gli allievi apprendevano, e apprendono, tecniche (e segreti antichi) direttamente dai grandi maestri del proprio tempo. Oggi come allora.
E così torna alla mente il ricordo vivo dello scultore Caron, del pittore Gagliardi, dello scenografo Vergoz, e dello storico Giuseppe Gatt.
Come accadeva nelle Universitas durante i primi anni della vita dell’accademia, discepoli e maestri, lavoravano, mangiavano e condividevano la vita di comunità. Abitando nelle cellette ormai abbandonate dai monaci.
Attraverso questa sua intuizione, geniale, nel giro di poco tempo il convento sede della nuova Schola si riempì di studenti venuti da ogni dove per poter apprendere.
Ricordo ancora di come nell’ambiente artistico si parlava di questa Accademia quasi fosse un unicum, una vera perla, diversa da tutte le altre, tanto da essere spesso diventata meta di pellegrinaggio e studio da parte delle più blasonate e antiche istituzioni artistiche d’Italia e del mondo. Spesso infatti veniva qui il direttore dell’Accademia di Roma (allora la più importante d’Italia), il maestro Marcello Avenali.
Oggi l‘Accademia è ritornata alle origini e ripercorre, e rivive, nella purezza del suo spirito primordiale, quello stesso modello, di amore dell’arte per l’arte. Dell’arte intesa come dono della grazia di Dio e quale mezzo di elevazione spirituale della condizione umana. E’ questa la sua eredità.
Il più bel legato, il dono più prezioso, che l’antica città dei papi, Viterbo, scuola ricca di tradizioni, storia e fascino, meritava di ricevere dal suo immortale, Ausonio Zappa
Luigi Sepiacci
Direttore dell’Accademia di Belle Arti Lorenzo da Viterbo
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