Riceviamo e pubblichiamo – Minacce verso l’Agenzia delle Entrate, la politica territoriale deve studiare misure concrete per attenuare la pressione fiscale. La situazione inizia a farsi pesante anche nella Tuscia.
Abbiamo appreso dai media locali, con preoccupazione, la notizia che nel tardo pomeriggio di giovedì 10 maggio un imprenditore settantenne, sentendosi vessato dai controlli finanziari posti in essere dalla locale Agenzia delle Entrate, telefonava alla sede viterbese del sindacato Uil minacciando che, nella mattinata, si sarebbe recato armato presso l’ente pubblico per “farsi giustizia”.
L’uomo, in grave situazione di disagio per le difficoltà economiche in cui versa, avrebbe minacciato: “Piglio la pistola e prima di ammazzarmi io, ammazzo gli altri”. La Digos lo ha prontamente identificato e accertato che si tratta di un imprenditore edile dichiarato fallito e con alcuni precedenti per reati finanziari, il quale ha ammesso spontaneamente l’accaduto, confermando le sue intenzioni convinto di non aver più altre vie d’uscita.
Come forza politica, cercheremo di intervenire con maggiore forza e incisività possibile per affrontare la situazione della pressione fiscale in consiglio comunale. Si tratta di un tema delicato e difficile, anche le amministrazioni infatti hanno serie difficoltà di bilancio. Sono i tristi effetti di una politica economica, quella del governo Monti, che non ci piace e che non condividiamo. Perché è dura su chi ha poco e poco forte su chi ha molto.
Non ci stancheremo mai di ricordare lo scandalo dell’Imu sulla prima casa e nel senso inverso l’esenzione per le fondazioni bancarie. Nel caso specifico della riscossione dei tributi riteniamo opportuno un ammorbidimento e una modifica delle attuali prassi. Tutti sono in difficoltà e la rigidità non aiuta certo a superare il problema.
Lega Federalista
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