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Politica - Soddisferebbe due dei tre requisiti contenuti nel provvedimento elaborato dal ministro Patroni Griffi

Decreto taglia-Province, Viterbo si salva

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Palazzo Gentili

Palazzo Gentili, sede della Provincia di Viterbo

– Decreto taglia-Province, Viterbo si salva.

Inizia a prendere forma il provvedimento su cui sta lavorando il ministro della Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi. Si annunciano sorprese. Da un capo all’altro dell’Italia resteranno poco meno della metà delle attuali Province, vale dire 54 su 107.

Restano escluse Valle d’Aosta e le Province autonome di Trento e Bolzano.

Il piano del governo prevede, secondo le indiscrezioni delle ultime ore circolate in sede Upi (Unione delle Province italiane), la soppressione delle amministrazioni che non soddisfano due dei tre requisiti posti: una popolazione superiore ai 350mila abitanti, una superficie superiore ai tremila chilometri quadrati; e un numero di Comuni oltre i 50.

In base a questi criteri dunque, nel Lazio si salverebbero dunque solo Frosinone e Viterbo.

Quest’ultima infatti soddisfa due requisiti su tre: la superficie di 3612 Kmq e il numero dei Comuni che è di 60, male, invece per la popolazione intorno ai 313mila 998 abitanti. Frosinone, invece, li centra tutti e tre: popolazione (493mila 928 abitanti), superficie (3612 Kmq.) e Comuni (91).

La geografia istituzionale italiana sarà quindi profondamente modificata. In Toscana, caso più eclatante, rimarrebbe solo la Provincia di Firenze e spariranno Arezzo, Siena, Grosseto, Massa-Carrara, Livorno, Lucca, Pisa, Pistoia e Prato. Anche in Liguria si salverebbe solo Genova.

Inizialmente il governo di Mario Monti si era limitato a ipotizzare che le funzioni attribuite alle Province sarebbero passate alla gestione di Comuni e Regioni.

In corso d’opera però sono maturati i criteri per stabilire quali istituzioni provinciali conservare e quali eliminare.


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28 giugno, 2012

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