--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Il vice capogruppo del partito democratico risponde al sindaco Marini

Ricci (Pd): “Rilancio ex Terme Inps, tre anni persi inutilmente”

Condividi la notizia:

Alvaro Ricci

Alvaro Ricci

Riceviamo e pubblichiamo – Finalmente si è compiuta una tappa fondamentale per il rilancio dello stabilimento delle ex terme Inps. Ieri è stato infatti sottoscritto l’atto di cessione davanti ad un notaio, in base al quale il 50% della proprietà è della Regione e il 50% del Comune.

Il punto è che si sono persi tre anni inutilmente, e io dico forse volutamente, visto che la Regione Lazio a guida Marrazzo e non Polverini, con deliberazione della giunta regionale numero 366 del 15 maggio 2009 aveva già deciso la cessione del 50% dello stabilimento al Comune di Viterbo.

Quindi quando Marini afferma “Siamo arrivati a conclusione grazie alla tenacia del presidente Polverini e anche nostra” e continua “Quando l’abbiamo presa in mano la pratica stava a livello zero”, non solo non dice la verità, ma tenta maldestramente di nascondere responsabilità sue e della Polverini per aver fatto trascorrere tre anni per la sottoscrizione di un atto che si poteva concludere al massimo il mese successivo alla delibera delle giunta regionale.

Dovrebbe poi tentare di spiegare ai viterbesi le motivazioni di questo gravissimo ritardo, a cominciare dal farci capire come intende ora recuperarlo. Per esempio cosa vuole fare per ripristinare la portate dei pozzetti “Gigliola” e “Uliveto”, che fornivano acqua allo stabilimento in questione, attualmente prosciugati causa utilizzo di altri soggetti?

Appare del tutto irragionevole, illogico e dannoso degli interessi pubblici alimentare le ex terme Inps con la fonte delle Zitelle, di cui palazzo dei Priori non ha la concessione e quindi la disponibilità, senza almeno ripristinare la legittimità relativa all’utilizzo delle risorse minerarie della zona del Bullicame, che sono come tali bene pubblico da tutelare e salvaguardare.

Proprio sull’uso delle acque termali ricordo che l’allora assessore Taglia presentò un esposto alla Corte dei Conti, allegando un parere pro veritate di uno studio legale, dove si ipotizzavano una serie di illegittimità e danni per l’amministrazione comunale.

Comunque, se così fosse, significherebbe abbandonare del tutto il progetto del borgo termale da realizzare sulla Tuscanese, a cura della Itet. Ma con quali svantaggi per Viterbo e i viterbesi?

Certo se Marini e co sono ancora dell’idea di trasferire e trasformare la cubatura da turistico termale a residenziale, dalle Zitelle al Barco, tutto sarebbe più chiaro, compresa la risposta alla mia ultima domanda.

Alvaro Ricci
Vice caporuppo Pd al Comune di Viterbo


Condividi la notizia:
28 giugno, 2012

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR