![]() Da sinistra: il presidente Carivit Aldo Perugi, il sindaco Giulio Marini e il presidente della Fondazione Carivit Mario Brutti |
– Bombardate nel gennaio del 1944, sono rimaste nell’abbandono per 68 anni, ma adesso per le ex scuderie a Sallupara si può cominciare a parlare di recupero.
Con 250mila euro dalla Regione, il Comune ne acquisita la proprietà, la fondazione Carivit ha predisposto un progetto di massima e la Carivit ha pronto un milione di euro per realizzare un centro il cui fine sembra orientato a un centro d’aggregazione giovanile, come vorrebbe anche l’istituto di credito.
Anche se l’ultima parola ancora non detta. Il mercato coperto non è del tutto escluso.
“Intanto pensiamo al recupero – osserva il sindaco Giulio Marini – che non sarà breve, poi si deciderà”.
In Comune, sottoscritto l’atto d’acquisto dal Demanio, adesso partono le ricognizioni che consentiranno di trasformare l’idea progettuale in un progetto vero e proprio.
Tra gli impegni, pure un’adeguata messa in sicurezza dell’area, alla ricerca di possibili ordigni bellici. Altro non c’è. Capitelli sono stati trafugati. Non rimangono che le mura esterne, quelle che hanno retto.
“Si tratta di un’opera – spiega il presidente Carivit Aldo Perugi – firmata da Bramante. Non ce ne sono molte. C’è il suo nome, merita sforzo e impegno. Non credo che basterà un milione, ci avvarremo di artigianato evoluto.
Noi vedremmo bene un utilizzo per aggregazione giovanile, non certo per andare a giocare a boccetta e ci piacerebbe che l’università gestisse la fruizione”.
L’idea del recupero è piaciuta molto anche all’oggi ministro Passera, quando era al vertice del gruppo bancario di cui Carivit fa parte.
“Ne fu entusiasta – ricorda Perugi – disse che non c’è impegno che tenga per dare lustro a iniziative simili. Ha posto solo una condizione, essere presente all’inaugurazione”. Lo farà, chissà se ancora da ministro o con altri incarichi.
“Il progetto che abbiamo visionato – dice ancora Perugi – è rispettoso di un simile edificio, ma guarda al futuro, con alcuni inserimenti, come scale esterne in vetro, che ben si sposano nell’insieme, ma sono un elemento di spicco, anche di discussione volendo”.
Mario Brutti, presidente della Fondazione Carivit, ricorda quando da ragazzo andava a giocare a Sallupara.
“Era luogo d’aggregazione – dice Brutti – fa piacere che possa tornare ad esserlo di nuovo, è una scommessa, iniziare qualcosa in tempi difficili. Accanto a Sallupara la fondazione ha già recuperato la chiesa e in precedenza il campanile”.
Giuseppe Ferlicca
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