– Marini sfoglia la margherita. Dimissioni sì, dimissioni no. Rimanere primo cittadino o uno dei tanti? Con la sua maggioranza che ieri ha bucato l’approvazione del bilancio consuntivo, il dubbio più che amletico è lecito.
“Se ci sono i numeri per approvare i provvedimenti che presegue l’amministrazione va bene – osserva Marini conclusa la riunione post consiglio – altrimenti si va a casa”. Ieri non c’erano.
“Abbiamo avuto una riunione di maggioranza – precisa il sindaco – ne seguiranno altre per verificare se i numeri ci sono. Se ci sono discrasie nella maggioranza e si tergiversa, non è possibile accettarlo, soprattutto con argomenti di un certo interesse”.
Marini sull’orlo delle dimissioni. “L’ho anche detto in consiglio rispondendo al consigliere Paolo Barbieri – dice ancora Marini – è tutto trasparente. Ho detto che senza i numeri le condizioni politiche sarebbero state diverse.
Il sindaco ne deve prendere atto. Facendo chiarezza su quanto accade, alla città. Abbiamo altri provvedimenti importanti da approvare. Da fare non manca, se la consapevolezza c’è si fa, altrimenti si molla tutto e lasciamo perdere”.
Dopo la riunione è Giulio Marini che attende una risposta dai suoi o il contrario? “C’è un approfondimento in corso – continua Marini – incontri entro giovedì e attendo di capire se numeri e volontà ci sono. Sarò consequenziale”.
Avere l’ok solo sul bilancio consuntivo, ieri non approvato, sarebbe poca cosa, visto che giovedì, essendo in seconda convocazione bastano quattordici consiglieri.
“Il consuntivo non sarebbe un risultato. Risultato è uscire a testa alta, avere risolto i problemi. Il messaggio importante è questo. Questa maggioranza non può uscire col capo chino, piuttosto mi ritengo io il responsabile d’una eventuale disfatta. O escono a testa alta, o li faccio uscire io, assumendomene la responsabilità”.
Difficile capire qualcosa dentro una maggioranza in fibrillazione. Nel Pdl in particolare. C’è stata la riunione dei quarantenni di Rotelli e Battistoni, il gruppo al momento antagonista alla linea Marini, eppure i consiglieri di riferimento ieri in consiglio c’erano e hanno votato. Altri no.
“Siamo stati sul filo di lana – continua Marini, mentre il capogruppo Pdl Bennati interviene per dire che 4 consiglieri erano tutti giustificati – il problema è un altro. La gente non vuole la giustificazione.
Siamo stati chiamati per risolvere i problemi. C’è disaffezione dalla politica perché ci si aspetta un lavoro serio. Giudicabile positivamente o negativamente. La politica deve metterci la faccia, rivolgendosi al cittadino. Far capire perché non ci sono i numeri sul consuntivo, momento cardine, ad esempio”. Non è passato e non sono stati chiesti aiutini.
“Potevamo chiedere alla minoranza d’appoggiarci – osserva Marini – non se lo avrebbero fatto, comunque noi non l’abbiamo nemmeno domandato. Appositamente.
Perché la maggioranza i problemi se li deve risolvere da sola, anche se intese con l’opposizione su particolari punti sono auspicabili.
Se in questi mesi non si centrano obiettivi, la maggioranza davanti all’elettore se ne prenderà le colpe e le conseguenze per il mancato raggiungimento”.
Giuseppe Ferlicca
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