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Politica - Angelo Zeppa (Pd) replica a Giuseppe Fioroni

“Un ricatto tipico di una politica vecchia e stantia”

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Angelo Zeppa

Angelo Zeppa

Riceviamo e pubblichiamo – Non ho mai pensato che gli omosessuali siano figli di un Dio minore, tantomeno che i sentimenti tra persone dello stesso sesso siano meno veri di quello di una coppia tradizionale.

Credo fermamente che tutti i cittadini abbiano pari dignità sociale senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E per “pari dignità sociale” intendo il significato più profondo che i nostri padri costituzionali hanno voluto assegnare a questa espressione nel momento in cui hanno redatto la Carta che dovrebbe ispirare l’agire di ogni italiano, anche e soprattutto di chi rappresenta lo Stato.

Ho letto con stupore le dichiarazioni che Fioroni, qualche giorno fa, ha rilasciato alla stampa in merito alla possibilità che il partito democratico si faccia promotore di una legge che regoli le unioni tra omosessuali.

Il ricatto, neanche tanto velato, che il noto parlamentare viterbese pone a Bersani rappresenta un’involuzione verso una politica vecchia e stantia, lontana dallo spirito progressista del Pd.

“O come dico io o è guerra”: questo il senso più profondo delle parole di Fioroni che ha voluto far capire al segretario nazionale che se proposta di legge sui matrimoni gay sarà, si proporrà come antagonista nelle primarie per la corsa a candidato premier.

Una minaccia in pieno stile su un tema, il riconoscimento delle coppie gay, in cui l’Italia è indietro anni luce rispetto a tutte le democrazie del mondo.

Triste ed anacronistica la posizione del deputato nostrano, in palese contrasto con i principi laici e democratici che il Pd incarna. Goffa e priva di senso la risposta alle tante critiche piovute: non esiste concessione parziale dei diritti, alle coppie omosessuali devono essere riconosciute tutte le tutele negate per troppo tempo, anche e soprattutto il matrimonio.

Uno Stato che si dichiara civile ha il dovere istituzionale di adoperarsi in tal senso.

In Italia, quotidianamente, gli omosessuali subiscono aggressioni e discriminazioni, in virtù della loro “diversità”. Questo succede nei contesto più vari: dall’ambiente di lavoro alla strada, nelle famiglie o tra gli amici.

Lo Stato italiano deve, nel più breve tempo possibile, realizzare una legge che riconosca e tuteli le coppie formate da persone dello stesso sesso. Il messaggio chiaro da inviare a chi discrimina è proprio questo: l’Italia riconosce giuridicamente le coppie omosessuali ed esce da una situazione di ambiguità perpetrata per troppo tempo.

Non siamo un paese che fa finta di niente, che tollera fuggendo dalle proprie responsabilità normative. Questo aiuterebbe sicuramente in modo determinante la battaglia contro l’omofobia.

Dico a Fioroni che il contesto di crisi che viviamo impone risposte veloci e concrete a problemi molto gravi, prioritari: lavoro, occupazione, impresa, famiglie, sviluppo economico, istruzione, sanità. E potrei continuare con un elenco lunghissimo. Ormai da troppi anni però ci si nasconde dietro una “scala di priorità politiche” pur di fuggire dalla discussione di certi temi.

La regolamentazione delle coppie omosessuali, proprio per il lungo elenco di problematiche da affrontare, deve essere realizzata senza inutili ed estenuanti polemiche, liberi da posizioni preconcette o ideologiche.

Stiamo parlando di una legge che dovrebbe tutelare esseri umani, non pericolosi criminali, che lavorano ed hanno una vita sociale al pari di tutti gli altri ma che di contro non vedono riconosciute le loro forme familiari. Doveri si, diritti forse, per intenderci.

Se due omosessuali avessero la possibilità di sposarsi, perché no, in Comune, non credo toglierebbero nulla ad una “famiglia tradizionale” che credo guardi con maggiore preoccupazione alle scellerate politiche del centrodestra degli ultimi anni piuttosto che alla possibilità di matrimonio per le coppie gay.

Plaudo al Pd che sta discutendo in tal senso al fine di arrivare ad una proposta concreta sull’argomento. Mi auguro il percorso intrapreso dal mio partito non si fermi di fronte ad assurdi diktat ideologici anche e soprattutto perché, per nostra fortuna, le idee di Fioroni e altri rappresentano una esigua minoranza nella società e nella comunità cattolica vera, quella formata dai cittadini.

Sarebbe troppo facile tacciare Giuseppe Fioroni di omofobia, facile ed ingiusto. Sono convinto che egli non sia un omofobo ma semplicemente un politico che crede, attraverso simili dichiarazioni, di accreditarsi verso una parte di elettorato che si sta pian piano assottigliando.

Forse, se Fioroni e tanti altri, avessero dei figli omosessuali, sarebbe più facile per loro capire l’importanza di non sentirsi “diversi ed abbandonati” dallo Stato in cui si è nati e cresciuti. Anche questo rappresenterebbe l’orgoglio di far parte di un paese civile e democratico. E scusate se, da italiano, ho la presunzione di pensare che l’Italia lo sia.

Un padre di un ragazzo omosessuale dormirebbe più tranquillo sapendo che la prima discriminazione sociale al proprio figlio non proviene più dallo Stato di cui orgogliosamente fa parte.

On. Fioroni, ci pensi un po’ su.

Angelo Zeppa
Iscritto e dirigente Pd


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14 giugno, 2012

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