![]() Ugo Sposetti |
Riceviamo e pubblichiamo – Caro Andrea,
l’incontro promosso nella giornata di oggi dal Partito democratico viterbese entra con decisione nel grande dibattito di questi mesi sul cruciale tema di come riattivare i meccanismi della crescita economica.
Mai come oggi i partiti e la politica hanno il dovere di proiettarsi con decisione verso questa sfida che, per essere fronteggiata adeguatamente, deve saper fornire risposte adeguate e leggibili, capaci di ripristinare un quadro di certezze, di stabilità e di affidabilità.
In questa particolare congiuntura storica il nostro partito deve saper svolgere una funzione nazionale, tornando alle origini per poter essere riconosciuto da una parte della società, quella che più soffre il disagio, come un argine sicuro cui fare affidamento.
Fa bene quindi il Pd a dichiarare prima di ogni altra cosa quale parte della società intende rappresentare. Fa bene a porre al centro delle sue iniziative il tema della crescita della nostra Regione e della nostra Provincia.
Una provincia la nostra che, al pari delle altre realtà regionali è stata investita da un turbinoso e, spesso, disordinato cambiamento, in larga parte provocato da fenomeni di portata più generale.
Dagli eventi interni e internazionali dell’ultimo periodo, famiglia, scuola, università, mondo del lavoro hanno subìto un impatto particolarmente incisivo ed il sistema economico e produttivo della Tuscia si è trovato esposto a una concorrenza sempre più agguerrita senza poter fruire dei vantaggi che, in passato, gli avevano garantito condizioni di sopravvivenza.
Come ha recentemente ricordato la Banca dItalia nel suo ultimo studio sulleconomia della nostra regione, gli andamenti economici della nostra Provincia rimangono contenuti. L’ineludibile esigenza di rispettare i vincoli di finanza pubblica ha ridotto le risorse per le spese di investimento; ne ha risentito, in particolare, la nostra dotazione infrastrutturale, palesemente inadeguata rispetto alle sfide che la competizione richiede.
Il ridimensionamento dei depositi bancari e linasprimento delle condizioni di accesso al credito hanno indotto molte imprese ad intervenire attraverso il contenimento dei costi di produzione del fattore lavoro, con inevitabili preoccupanti ripercussioni sul fronte occupazionale e sulla coesione sociale .
I dati offerti dalla Banca dItalia sono particolarmente allarmanti soprattutto per quanto riguarda il tasso di occupazione, specie giovanile, ancora troppo basso per assicurare condizioni economiche accettabili e soprattutto prospettive più rosee per il futuro.
Il risultato della combinazione della crisi economica, col conseguente impatto sul sistema produttivo, e degli andamenti demografici rischia di innescare una spirale negativa che può condurre la nostra provincia a ripiegarsi su se stessa.
La consapevolezza delle criticità oggettive di cui soffre il tessuto produttivo regionale e quello della nostra provincia in particolare non può, tuttavia, autorizzare una lettura negativa, che purtroppo sembra prendere piede anche in autorevoli studi e analisi nazionali per cui saremmo destinati ad un inevitabile declino e non avremmo più possibilità di riscatto.
Il problema è, quindi, adottare le strategie più efficaci per reagire e per riattivare il percorso virtuoso della crescita.
Fino ad ora, le risposte provenienti dallamministrazione regione e da quella provinciale sono risultate tardive o, comunque, inadeguate per attutire gli effetti più vistosi della crisi.
Le principali istituzioni regionali sembrano aver rinunciato a quel ruolo da protagonista che le spettano a pieno titolo e che devono rivendicare concretamente attraverso una strategia per la crescita che vada oltre le timide e generiche affermazioni periodicamente lette sulla stampa.
Condivido quindi l’approccio che si è voluto privilegiare con questa iniziativa perché resto convinto che è proprio nei momenti più difficili che occorre guardare in faccia alla realtà per quella che è. Occorre guardare in faccia ed ascoltare tutte le forze di cui il nostro territorio dispone: il mondo del lavoro, dell’impresa, delle professioni, della cultura.
Chiamare a raccolta le forze migliori della nostra provincia per renderle protagoniste di un programma di ricostruzione nazionale e per un nuovo progetto di sviluppo.
Un progetto che veda al centro del rilancio economico i beni culturali, la progettazione accurata per lutilizzo delle energie rinnovabili . Un programma che veda soprattutto nelle nuove generazioni una speranza.
Un programma che respinga con fermezza la richiesta avanzata al nostro territorio di accollarsi costi durissimi come la soppressione delle nostre strutture sanitarie e giudiziarie.
A tal riguardo consentimi una prima riflessione. Pur non essendo contrario ad una riorganizzazione dalla spesa pubblica, sono fermamente convinto che prima di chiudere servizi e Ospedali che garantiscono la salute dei cittadini con adeguati servizi territoriali e con un sistema di gestione delle emergenze e urgenze sanitarie assolutamente efficiente e efficace, uffici giudiziari che garantiscono il buon funzionamento della giustizia , prima che sia troppo tardi bisogna dire con chiarezza che tagli , sacrifici e crescita non viaggiano di pari passo.
In questo scenario, il Pd ha un ruolo importante da giocare, attraverso la valorizzazione dei punti di forza che la Tuscia saprà esprimere. Spetta a noi, non ad altri, adoperaci per onorare il nostro ruolo di partito- società , forza responsabile capace di favorire e costruire una vera alternativa di governo.
Auguro a te e a tutti i partecipanti un proficuo e costruttivo lavoro, in un confronto aperto d’idee e di contributi su temi determinanti per il nostro futuro.
Buon Lavoro.
Ugo Sposetti
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