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Ronciglione - Tanturli arrestato per minacce e stalking - Parla il sindaco Alessandro Giovagnoli minacciato di morte con le lettere minatorie anonime accompagnate da bossoli

“E’ stato un incubo per me e per i miei cari”

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Alessandro Giovagnoli

Sergio Tanturli

Sergio Tanturli, accusato di aver spedito le lettere minatorie

Il capo della Digos Monia Morelli e il maggiore Guglielmo Trombetta

Il capo della Digos Monia Morelli e il maggiore Guglielmo Trombetta

– “E’ stato un incubo per me e per i miei cari”.

Il sindaco di Ronciglione Alessandro Giovagnoli ripercorre la vicenda di cui è stato vittima negli scorsi mesi e che si è conclusa ieri mattina con l’arresto di Sergio Tanturli, ora ai domiciliari con l’accusa di minacce aggravate a pubblico ufficiale, stalking e detenzione illegale di proiettili.

“La vicenda è iniziata circa un anno fa – racconta Giovagnoli – quando erano in corso le primarie del centrosinistra di Ronciglione che avrebbero dovuto individuare il candidato da opporre a Massimo Sangiorgi nelle comunali del 2012”.

Sergio Tanturli, 58enne di Ronciglione, esponente dei Verdi, era uno degli avversari di Giovagnoli in quella corsa politica all’interno del centrosinistra. “In quel periodo – continua Giovagnoli – arrivò la prima lettera minatoria. Conteneva minacce di morte nei miei confronti e faceva riferimento a questioni politiche. La missiva era ovviamente anonima e io non avevo nessuna idea di chi potesse volermi così male”.

Subito Giovagnoli decide di informare i carabinieri di Ronciglione. “Il maggiore Trombetta – spiega – e tutti i suoi uomini sono stati a dir poco eccezionali. Si sono messi immediatamente a mia completa disposizione anche se io non sapevo in alcun modo indicare loro una strada per scoprire chi fosse l’anonimo autore delle lettere. In quei casi pensi a tutti. Ti guardi intorno, esci di casa, giri per il paese e pensi che chi ti passa accanto potrebbe essere colui che dice di volerti morto. La vita ti cambia. Ti senti minacciato. E’ impossibile non avere paura. A maggior ragione quando vengono chiamate in causa le persone che ti stanno più a cuore”.

Ma Giovagnoli non si è dato per vinto. Il suo impegno politico è continuato. Ha vinto le primarie del centrosinistra e poi anche le elezioni comunali e ora, da qualche mese, è sindaco di Ronciglione.

Le lettere minatorie, pur non avendo centrato l’obiettivo principale, ovvero quello di eliminare Giovagnoli dalla scena politica, sono continuate lo stesso, cambiando però contenuto. “Una volta diventato sindaco – continua Giovagnoli – il contenuto è cambiato. Nell’ultima missiva, infatti, mi si chiedeva di non organizzare le corse a vuoto dei cavalli per questa estate”.

Nel frattempo i carabinieri di Ronciglione, insieme alla Digos, esaminando le varie lettere erano risaliti a Sergio Tanturli, accusandolo di aver scritto e inviato le missive sia a tre prefetti della Provincia di Viterbo che, appunto, a Giovagnoli e anche all’ex sindaco Sangiorgi per questioni che sono ancora al vaglio degli inquirenti.

Tanturli, oltre ad essere impegnato politicamente ricopre anche la carica di presidente dell’associazione Scuderie che si occupa delle corse a vuoto di Ronciglione , e la vicenda quindi appare sempre più ingarbugliata poiché sembra alquanto strano che chi si occupa delle corse minacci il sindaco di non organizzarle.

“La contraddizione in effetti c’è – precisa Giovagnoli – anche perché poi Tanturli tramite la stampa e attraverso delle esternazioni pubbliche ha sostenuto il contrario, accusandomi di non voler fare le corse a vuoto e rimarcando che questa scelta fosse sbagliata anche se, negli incontri avvenuti tra gli addetti ai lavori, non si era affatto degnato di contraddirmi”.

Ora che le forze dell’ordine hanno costretto Tanturli agli arresti domiciliari i nodi sembrano essere venuti al pettine, in particolare proprio per l’intricata vicenda delle corse a vuoto. “Al di là della paura e delle sofferenze subite per colpa delle lettere minatorie – conclude il sindaco tirando un sospiro di sollievo -, ci tengo a tranquillizzare i miei concittadini proprio su questa questione. Le corse a vuoto dopo la morte della cavalla Tiffany hanno provocato accese polemiche e hanno avuto risvolti giuridici che hanno interessato perfino il ministero della Salute.

La mia decisione, quindi, di sospenderle per quest’anno, non deriva né dalle lettere minatorie né da chissà quale “timore”, ma soltanto dall’intenzione di prendersi il dovuto tempo e fare i dovuti passi affinché ci si possa sedere a tavolino e organizzare con le dovute accortezze la manifestazione per l’anno prossimo, senza ledere i diritti di nessuno e seguendo le normative vigenti”.


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3 agosto, 2012

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