Riceviamo e pubblichiamo – Giulio Marini ha deciso: si dimette il 5 settembre.
Le polemiche degli ultimi giorni, che confermano ciò che da tempo si va dicendo, hanno con costretto il sindaco a staccare la spina a un’esperienza che nel suo insieme definire confusa è dir poco.
Una maggioranza priva di prospettiva, frutto di tanti interessi differenti tra loro che difficilmente in questi anni ha svolto una funzione di governo reale delle cose non garantendo così una prospettiva certa alla città di Viterbo.
Nel leggere le dichiarazioni del sindaco si percepisce la gravità di una situazione che – al di là della sua eventuale conferma prevista per dopo Santa Rosa – non può più reggere.
Non regge più quella maggioranza per ragioni diverse ma che portano allo stesso risultato: e cioè al fallimento del centrodestra al governo.
Nel corso di questi mesi abbiamo vissuto a due fenomeni che camminavano sullo stesso binario.
L’implosione del Pdl, con tutto ciò che ne consegue, e la ricerca affannata da parte del sindaco e della maggioranza di salvare il salvabile per portare a casa qualche risultato concreto.
Sindaco, altro che numerosi progetti concretizzabili grazie a cospicui finanziamenti regionali e ministeriali destinati alla riqualificazione del centro storico della città.
Di fronte a noi c’è il vuoto.
Il cortocircuito è arrivato, e questo perché la sua maggioranza non ha mai avuto una bussola e obiettivi definiti.
Nell’assenza di una programmazione di mezzo ci sta andando Viterbo e i viterbesi che non si meritano di essere trattati così. Famiglie, imprese e i tanti giovani che non vivono di certo in una città in grado di fornire occasioni e opportunità di lavoro.
L’unica cosa che possiamo sperare è che si chiuda presto questo ennesimo e triste show e che si dia certezza al governo della città chiamando gli elettori ad esprimersi per un nuovo governo di Viterbo.
Andrea Egidi
Segretario provinciale del Pd
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