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Viterbo - La relazione del direttore di Federlazio

Crea: “Federlazio risultato di una fruttuosa collaborazione”

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Giuseppe Crea

Giuseppe Crea, direttore di Federlazio

Riceviamo e pubblichiamo la relazione di Giuseppe Crea – Per giungere alla nascita della Federlazio, che avviene nel 1972, è necessario fare un passo indietro di circa due anni e mezzo.

La Federlazio, infatti, è il risultato di una intensa, fruttuosa attività di collaborazione instauratasi tra due Associazioni territoriali autonome: l’Associazione Piccola Industria Roma (API Roma) e l’Assopontina.

La collaborazione tra le due Associazioni scaturì per ragioni contingenti: quel periodo, consegnato alla storia come “autunno caldo” perché caratterizzato da forti tensioni sociali e rivendicazioni sindacali, Per le imprese si pose, dunque, un’esigenza di tutela sindacale che spinse i vertici di Assopontina a rivolgersi ad un’Associazione che per sua natura nasceva con tale finalità.

La collaborazione, quindi, nacque sulla spinta di questa esigenza e proseguì anche successivamente, fino al 1971, quando API Roma ed Assopontina, rispettivamente nelle persone dell’avvocato Augusto Lione e del Prof. Gianfranco Imperatori, ritennero maturi i tempi per iniziare a ragionare su un’ipotesi federativa tra le due Associazioni.

Tale ipotesi si concretizzò nel 1972, con la nascita della Federazione delle Piccole e Medie Industrie del Lazio (Federlazio), il cui nome sottendeva una chiara volontà di espansione della base associativa alle imprese industriali aventi sede in tutto il territorio della Regione.

Intorno alla metà degli anni ‘90, la Federlazio varia parte della sua denominazione sociale diventando l’Associazione delle Piccole e Medie Imprese del Lazio, interiorizzando in tal modo la progressiva terziarizzazione del sistema economico del Lazio ed offrendo così alle piccole e medie imprese, e non più solo a quelle industriali, l’opportunità di potersi associare.

Oggi la Federlazio rappresenta oltre 3.500 imprese per circa 70.000 addetti aventi un fatturato totale che supera i 10 miliardi di euro l’anno, ed è presente con una propria sede a Roma, Frosinone, Latina, Rieti, Viterbo, Civita Castellana. L’associazione rappresenta imprese appartenenti a 46 ambiti merceologici, raggruppati in 24 diverse categorie quali: Abbigliamento, Aerospazio e Difesa, Alimentare, Ambiente, Audiovisivo, Ceramica, Chimica, Distribuzione, Edilizia, Editoria, Energia, Estrattivi, Grafica, Impiantistica, Informatica, Legno, Metalmeccanica, Orthoprotesica, Pulimento, Salute, Sanità Privata, Servizi, Trasporti, Turismo.


La Sede di Viterbo

La Federlazio inaugura la sede di Viterbo in Via Sacchi 6 nell’ottobre 1976 per poi trasferirsi, nel 1984, in Corso Italia 71.

In linea con il chiaro intento di instaurare un rapporto molto forte con il territorio, la Federlazio nel 1988 decide di aprire una sede della Associazione anche a Civita Castellana dove, data la numerosità delle imprese risedenti in quella realtà territoriale, si rendeva necessaria una presenza costante e quotidiana. Ed è proprio a Civita Castellana dove verrà condotta una battaglia molto importante per l’istituzione del distretto industriale della ceramica, che sfocerà poi nella Legge Regionale 36 del 2001 presentata dalla Federlazio all’allora Presidente della Regione Lazio, Francesco Storace, ed all’Assessore alle Attività Produttive, On.le Francesco Saponaro. Proprio nel 2001 la sede Federlazio di Civita Castellana, che all’inizio era al centro storico della città, viene spostata in un immobile sito all’interno dell’area industriale, per dimostrare la vicinanza dell’Associazione all’unico tessuto produttivo di Viterbo.

Un aspetto legato al concetto di territorialità ed al tipo di politica associativa portata avanti dalla Federlazio è stato quello di farsi coinvolgere anche in progetti che, all’apparenza, sembravano lontani da quello che l’Associazione rappresentava.

Si tratta in particolare di una serie di iniziative che sono state promosse con l’obiettivo di far conoscere la Federlazio Viterbo ad un pubblico più ampio, più vasto dei suoi interlocutori abituali. Un esempio emblematico di questa filosofia sono stati la realizzazione di alcuni volumi legati alla storia locale tra questi ricordiamo il volume realizzato su Santa Rosa.

Dopo 24 anni di attività, dunque, la Federlazio sede di Viterbo si sposta in una locale più prestigioso, quasi una testimonianza del lavoro fatto nel corso degli anni in un territorio difficile, che però ha dato grandi soddisfazioni soprattutto in termini di numero di associati in un’area, quale quella viterbese, non di tipo industriale.

Sul piano più direttamente afferente la rappresentanza e la tutela delle piccole e medie imprese associate, c’è da citare in particolare quale esempio emblematico il ruolo svolto dalla Federlazio sede di Viterbo alla Centrale di Montalto.

Siamo agli inizi degli anni ’90, subito dopo tangentopoli, un evento che ha messo in crisi i grandi Gruppi industriali dell’epoca che, insistendo sul cantiere della Centrale iniziarono pertanto ad autofinanziarsi non pagando le aziende subappaltatrici rappresentate dalla Federlazio Viterbo.

L’Associazione ha condotto un’aspra battaglia verso questi gruppi al fine di tutelare gli interessi delle piccole e medie imprese metalmeccaniche, impiantistiche e non solo, i cui risultati, positivi, sono stati evidenti e si sono tradotti soprattutto in termine di nuovi associati.

L’immagine ed il ruolo della Federlazio come interlocutore delle istituzioni si rafforza sempre più fino ad entrare per la prima volta, anno 2009, nella Giunta della Camera di Commercio di Viterbo, in seguito ad un accordo sottoscritto con Confindustria, Confesercenti, Confcommercio, Cna che nel mese di giugno vede la nostra Associazione contribuire alla rielezione per il terzo mandato di Ferindo Palombella. In tale contesto l’azione che vedrà protagonista Federlazio sarà quella di lanciare un forte senso di partecipazione, che implica consapevolezza e responsabilità di fronte a scelte, che saranno certamente cruciali per lo sviluppo del territorio.

Nel mese di giugno 2010 la Federlazio Viterbo ha accompagnato a Bruxelles una delegazione di piccoli e medi imprenditori del distretto ceramico di Civita Castellana, per incontrare direttamente le principali Istituzioni dell’UE, ed alcuni rappresentanti del parlamento europeo.

L’obbiettivo, pienamente centrato nella tre giorni, è stato quello di consentire agli imprenditori aderenti all’Associazione di potersi confrontare con i massimi esperti politici di vari settori, trai quali l’on. Marco Scurria e l’On. Raffaele Baldassarre, vice presidente della Commissione Giuridica del Parlamento Europeo in merito alle principali criticità vissute dai nostri operatori economici. Tra queste, un rilievo particolare è stato riservato alla irritante vicenda dei ritardi nei pagamenti da parte delle Pubbliche Amministrazioni, che sta ponendo in serio rischio la sopravvivenza stessa di tante piccole e medie imprese fornitrici di beni e servizi.


S. Rosa. Viterbo

A luglio 2011 il Sindaco Giulio Marini, a seguito delle vicende legate alla scissione del contratto con l’ex costruttore della macchina di Santa Rosa, si rivolge alla nostra associazione per individuare immediatamente una soluzione per allestire la Macchina in tempi record. I nostri associati rispondendo immediatamente all’ appello riescono a garantire la soluzione del problema ed il regolare svolgimento della più importante manifestazione religiosa del territorio

Alla fine vorrei ringraziare il nostro main sponsor grazie al quale siamo riuscitia ad organizzare questa manifestazione. La banca Popolare del Lazio e soprattutto permettetemi di porgere un ringraziamento al Dr. Tiscione che ci ha dato il supporto necessario per la riuscita di questo evento.

I Presidenti della sede di Viterbo dal 1976 ad oggi

Dal 2005 Rino Orsolini (Orsolini S.p.a., Domus Leonardo S.r.l., Sirme S.r.l., Agorà S.r.l.);

1998 Lorenzo Grani (Eurocostruzioni S.r.l.);

1991 Amedeo Orsolini (Orsolini S.p.a.);

1985 Franco Governatori (Governatori Costruzioni S.r.l. – Nuova Calcestruzzi S.r.l.);

1978 Ezio Rocchetti (Rocchetti S.p.a.);

1976 Michele Di Giambattista (Cos Elettronics S.r.l.).

Giuseppe Crea


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25 settembre, 2012

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