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Onano - Carabinieri

Maxipiantagione di marijuana, due arresti

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La piantagione scoperta dai carabinieri

La piantagione scoperta dai carabinieri

I carabinieri con parte del materiale sequestrato

I carabinieri con parte del materiale sequestrato

La piantagione scoperta dai carabinieri

Maxipiantagione di cannabis, due arresti.

E’ scattata ieri mattina l’operazione antidroga coordinata dai carabinieri di Acquapendente e Onano e del nucleo operativo di Montefiascone.

I militari hanno scoperto una vasta piantagione di cannabis indica a Onano. Le piante sarebbero almeno 130, alte anche svariati metri ed avrebbero prodotto circa 100 chili di marijuana, che una volta venduta avrebbe fruttato circa 70mila euro.

Due gli arrestati, entrambi originari di Onano, incensurati. Si tratta di R.G., operaio, 42enne di Onano e C.R., disoccupato, 22enne di Acquapendente, rispettivamente zio e nipote.

Al momento, si trovano agli arresti domiciliari, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

L’accusa è detenzione e coltivazione di marijuana. Gli arresti sono scattati nella mattinata di ieri, intorno alle 9, insieme a una serie di perquisizioni.

La piantagione si sarebbe trovata in un terreno vicino alle abitazioni dei due ed era servita da un idoneo impianto di irrigazione.

Inoltre all’interno del capannone pertinente al fondo, è stata scoperta una serra, composta da due locali: uno utilizzato per le prime fasi della crescita delle piante attraverso l’impiego di materiale elettrico (un barometro e vari apparati per il controllo della temperatura); l’altro come luogo adibito ad essiccare le foglie.

Il blitz dei militari arriva a distanza di una settimana dall’altro imponente sequestro di stupefacenti tra Tuscania e Montalto. In quel caso, la piantagione, estesa per oltre un ettaro, aveva un peso complessivo di 13 quintali. In due finirono in manette: il 41enne O.F. e il 48enne L.G., allevatori sardi, accusati di aver coltivato e custodito la piantagione.

Per i due, il giorno dopo l’arresto il gip ha disposto i domiciliari. In pratica, secondo il giudice, non c’era la prova dell’attività di spaccio dei due.


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27 settembre, 2012

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