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Viterbo - L'intervento del presidente di Federlazio

Orsolini: “Creare condizioni per rilancio economico”

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Rino Orsolini

Rino Orsolini, presidente Federlazio

Riceviamo e pubblichiamo – Sono lieto ed onorato di rivolgere un cordiale saluto di benvenuto ed un ringraziamento alle autorità, ai gentili ospiti, agli amici, ai colleghi imprenditori ed a quanti hanno accolto il nostro invito ad essere presenti questa sera , a testimonianza della profonda attenzione, della stima e dei solidi rapporti che legano indissolubilmente la Federlazio con questa straordinaria terra che è la Tuscia.

Intendo esprimere particolare gratitudine al sindaco di Viterbo, che ci ospita in questa prestigiosa Sala Regia , per celebrare insieme una ricorrenza che genera in tutti noi una emozione vivissima: i quarant’anni di attività della nostra associazione nella provincia di Viterbo.

Un lungo ed intenso cammino a fianco di quelle tante, anzi tantissime,  piccole e medie imprese, che rappresentano il grosso del nostro sistema economico nazionale, regionale e locale.

La costante e scrupolosa attenzione che da sempre poniamo ai problemi della gestione e del futuro delle Pmi, altro non è che l’affermazione della centralità che va riconosciuta a questa realtà, che anche nella Tuscia costituisce un inestimabile patrimonio economico e sociale, da difendere e valorizzare.

Nel corso dei lavori il professor Gian Maria Fara, presidente dell’Eurispes, uno dei più autorevoli istituti di studi sociali, ci aiuterà a cogliere meglio la natura e la portata dell’evoluzione registrata in questi quattro decenni nell’economia e nell’universo territoriale delle piccole e media imprese, per cogliere meglio quanto sta accadendo.

Su di esse, una crisi economica senza precedenti, ha sviluppato negli ultimi anni tutti il suo potenziale distruttivo, lasciando già molte vittime sul campo ed altrettante rischia di determinarne.

Certo, la ricorrenza di oggi meriterebbe ben altri scenari.

Invece, costantemente si percepisce tra gli operatori una sempre più diffusa preoccupazione, e la recessione in atto fa guardare al futuro con forte apprensione.

Per lungo tempo abbiamo accompagnato le nostre aziende sui viali del successo e dell’eccellenza, registrando consensi a livello sia interno, che internazionale.

Oggi , siamo al loro fianco nella gestione dell’emergenza, essenzialmente nella ricerca di soluzioni salvifiche, di nuove possibili opportunità di finanziamento, di utilizzo degli ammortizzatori sociali per fronteggiare inevitabili esuberi di personale.

Ma proprio in questi difficili momenti si rafforza la nostra consapevolezza di svolgere, come Associazione , un ruolo attivo e di poter garantire una particolare attività di servizio e tutela a favore di questa dimensione di impresa, di fronte ai problemi vecchi e nuovi che la attanagliano.

E’ un contributo di valori, di idee e di forza che la Federlazio attinge alla significativa e ricca tradizione, che ha caratterizzato tutta la sua storia di vita associativa nella Tuscia.

Vorremmo utilizzare uno slogan, forse scontato, che – tuttavia – appare in grado di esprimere bene il senso di questo primo straordinario traguardo della Federlazio: quarant’anni non sono un punto di arrivo, ma soltanto un punto di partenza.

Non intendiamo nascondere che, misurando il lungo cammino di impegno, di sforzi, di difficoltà, di idee, di proposte, che ci ha contraddistinti dai lontani primi anni settanta, proviamo, oggi, di fronte a questo evento, un sentimento di profonda soddisfazione ed orgoglio, ma, insieme di preoccupata responsabilità.

Voler continuare ad offrire, in futuro, un sicuro e concreto supporto all’universo delle PMI, ed alla crescita economica e sociale del territorio, significa – nell’immediato – prendere atto e fare i conti con un contesto estremamente cambiato e di notevole criticità, in una cupa stagione di difficoltà, che stenta a tramontare.

Senza presunzione, ma con realistico senso delle nostre potenzialità, capacità, professionalità, ed immutata determinazione, la Federlazio intende proseguire nel suo percorso, impegnandosi affinché quando il motore ripartirà, quando si riaccenderà la luce post-crisi, non ci si trovi con un tessuto imprenditoriale decimato o, comunque, strutturalmente indebolito.

C’è molto lavoro da compiere.

Anche se abbiamo una tradizione quarantennale, alla quale è fondamentale rifarsi, la Federlazio in questa provincia intende essere sempre un fatto nuovo: un’associazione di imprese capace continuamente di rinnovarsi, di individuare ed attuare metodi e servizi che, sulla scia del passato, sappiano offrire risposte innovative ed adeguate alle mutate e complesse esigenze della impresa moderna.

Ma questa straordinaria potenzialità e ricchezza – qual è il sistema della piccola e media impresa nella Tuscia – deve poter essere espressa anche dalla politica.

Il nostro anniversario cade in un momento in cui nel Paese, ed anche a livello locale, si rileva una estrema incertezza della stabilità politica, con l’accentuarsi della tensione sui problemi sociali, soprattutto quelli del lavoro.

Viviamo una fase in cui tutti i principali partiti, più che sulle alleanze e sui programmi di governo, sono costretti ad interrogarsi sui fondamenti stessi della loro identità: gli schemi classici, appiattiti sul concetto di potere e di apparati professionali-elettorali, di fronte alle nuove sfide in atto, mostrano tutti i loro limiti.

E’ in gioco il modo di intendere la politica.

I partiti devono avere il coraggio del rinnovamento, di modificare anche in profondità le tradizionali forme e gli apparati, affinché possano continuare a registrare il consenso di tutti coloro che sono interessati alla gestione della cosa pubblica e non solo di quanti aspettano favori e benefici.

Senza questa prospettiva di rinnovamento profondo, la grave crisi di immagine della politica non sarà superata.

Nel Paese ingenerale, e nella Tuscia in particolare, si avverte l’esigenza di un cambiamento urgente della classe politica, non più arroccata a difesa di se stessa, a ragionare solo i termini di potere.

In questo territorio ne abbiamo bisogno quale condizione essenziale per poter creare le condizioni favorevoli al rilancio economico e sociale.

Le nostre imprese necessitano di recuperare il senso di una direzione di marcia, collettiva e condivisa, di obiettivi realmente perseguibili, che devono accomunare maggioranza e opposizione, pur nel rispetto dei rispettivi ruoli e posizioni.

Nella Tuscia va, quindi, aperta una stagione nuova di unità e cooperazione tra tutte le forze politiche: sfuggendo da ogni tentativo di semplificazione o soluzione preconfezionata, è su questo piano che occorre indirizzare il confronto, con il coraggio della verità e della novità.

In tale, irrinunciabile, direzione che cosa possono fare la Federlazio e le altre Associazioni di categoria?

Non da oggi, esse rappresentano un punto fermo, non solo per le imprese, ma per l’intero tessuto sociale.

Tutte insieme possono costituire un inesauribile serbatoio di idee, di proposte, di progetti, di spinta propulsiva nei confronti delle istituzioni e delle forze politiche .

Uno stimolo a fare meglio, ad individuare le problematiche più pressanti, a saper cogliere opportunamente e meglio tutte le occasioni di sviluppo del territorio.

Rino Orsolini


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25 settembre, 2012

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