Riceviamo e pubblichiamo – Ho due figli che da anni frequentano con profitto la scuola musicale comunale di Viterbo, nella quale io stesso ho avuto l’onore di svolgere a lungo la funzione di rappresentante dei genitori.
Vi chiedo di informare la città sull’incerto destino di questa scuola a seguito di incomprensibili decisioni che il comune sembra voler prendere.
Da oltre trentatré anni scuola musicale comunale ha dato lustro e prestigio alla nostra città, grazie soprattutto agli insegnanti che hanno operato con professionalità e agli allievi che con la loro passione e impegno hanno dato valore al lavoro di tanti.
Abbiamo apprezzato come la scuola abbia svolto in loco esami pre-accademici convenzionati con il conservatorio dell’Aquila e siano state avviate le procedure per il riconoscimento universitario: entrambe le iniziative sono sintomo di vitalità e di un livello raggiunto negli anni e riconosciuto da alti istituti di formazione nazionale e dall’interesse della città e della provincia.
Purtroppo, ancora una volta, siamo di fronte al rischio concreto che Viterbo debba rinunciare a questa importante risorsa. Sembra, infatti, che il Comune intenda rivedere, con un bando di concorso, l’attuale organico della scuola, senza che sia neanche previsto, se non marginalmente, un qualche riconoscimento a chi nella scuola lavora da molti anni e con ottimi risultati.
Giova ricordare che il rapporto tra maestro e allievo, soprattutto in campo artistico, è molto delicato, frutto spesso di tentativi, fallimenti, grande pazienza e determinazione da entrambe le parti. Un patrimonio umano, artistico e professionale che dovrebbe essere rispettato. Invece si preferisce compromettere, per ragioni niente affatto chiare, la continuità didattica, costringendo i ragazzi a continuare con altri insegnanti, qualcuno a cambiare strumento, altri a smettere.
Chiedo, come cittadino, di conoscere i progetti dell’amministrazione sulla scuola musicale comunale, anche per metter fine alle voci incontrollate su possibili “assegnazioni” surrettizie a favore di enti di dubbia affidabilità artistica e professionale.
Chiedo che sia ascoltata la voce dei genitori, cioè di chi, avvalendosi di questo servizio, ne ha sostenuto anche economicamente l’esistenza a beneficio della città tutta.
Chiedo che si sospenda ogni decisione affrettata e siano dati tempi e modi per discutere ogni soluzione con chi nella scuola, e per la scuola, vive, lavora, studia.
Chiedo che si provveda finalmente – ma sul serio! – alla soluzione dei tanti problemi elementari che da sempre affliggono la scuola: regolare avvio dell’anno scolastico nella continuità didattica, ripristino della stagione concertistica, sistemazione dell’archivio, schedatura della ricca biblioteca, assegnazione di una sede dignitosa, con spazi minimi per prove collettive e saggi, dotazione di una segreteria, di un bidello, insonorizzazione delle aule, impermeabilizzazione del tetto, ripristino del telefono, riparazione della fotocopiatrice.
Altro che pensare a bandi e fondazioni!
Pierluigi Ortu
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